“Miles Ahead” stasera al Teatro di Rovito

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MILES DAVIS CHIUDE LA STAGIONE 2016 DEL CINEFORUM “FALSO MOVIMENTO” DI ROVITO.

Stasera alle 20,45 al Teatro Comunale di Rovito si chiude la stagione 2016 del Cineforum “Falso Movimento”. Ugo G. Caruso propone l’inedito “Miles Ahead”, scritto, diretto, prodotto ed interpretato da Don Cheadle, quasi un noir ispirato al grande trombettista che cambiò la storia della musica.

Sarà idealmente Miles Davis, dunque, il genio della musica che rivoluzionò per ben tre volte il jazz ma la cui opera nel suo complesso sfugge a qualsivoglia etichettatura di genere, a chiudere la ricca stagione 2016 del Cineforum “Falso Movimento”.

L’ultimo film di quest’anno (in programma  stasera alle ore 20.45 al Teatro Comunale di Rovito), coincide infatti con Flashback n. 53, il Cineappuntamento di Ugo G. Caruso che propone “Miles ahead” (USA 2015) di Don Cheadle, presentato all’ultima Berlinale e poi al Biografilm di Bologna ma rimasto inedito in Italia.

Caruso reincontra dunque “lo sciamano elettrico” dopo aver proposto sempre a Rovito, nel febbraio 2015 all’interno del ciclo “Ombre Sonore. Storie di musica attraverso il cinema” il bel film-concerto di Murray Lerner “Miles electric: a different kind of blue” che documenta la storica performance di Davis e del suo straordinario gruppo all’Isola di Wight nel 1970

Il film scritto, diretto, interpretato da Don Cheadle e di fatto pure prodotto con il sistema del crowfunding dopo un lungo periodo di impasse, si segnala immediatamente, sin dalle prime scene,  come un’opera originale ed ambiziosa. Cheadle che si è avvalso del consenso degli eredi dell’indocile trombettista, è perfetto nei panni di Davis ma si rivela pure regista in possesso di uno stile elegante e di una sicurezza nei propri mezzi espressivi non comune in un esordiente.

Siamo nel 1975 e Davis sta vivendo una difficile stasi creativa incubando una nuova svolta, una sorta di ulteriore rinascita, quella del periodo fusion che troverà il suo culmine dieci anni dopo in “Decoy”.
Da lungo tempo lontano dalle scene, tampinato dalla Columbia Records in ansia per l’inattività della sua gallina dalle uova d’oro, Davis se ne sta recluso nella sua casa nell’Upper West Side di New York, depresso, scontroso, intrattabile sempre in cerca di cocaina.

Il film di Cheadle si concentra lungo l’arco di due giorni di uno dei tanti periodi bui nella vita del musicista ed immagina che alla sua porta si presenti Dave Brill, un giornalista furbetto di Rolling Stones (Ewan Mc Gregor).

Da qui, in una manciata di ore, i due si ritroveranno ad inseguire le ultime preziose registrazioni di Miles sottrattegli durante una festa, a restare coinvolti in sparatorie di strada come in un action-movie blaxploitation dell’epoca, a farsi insieme  ma pure a confrontarsi.

Il film è scandito dal susseguirsi di flashback che con la libertà creativa propria dell’improvvisazione jazzistica, ci mostrano alcuni momenti salienti della sua vita, dalla creazione di “Sketchs of Spain” in studio con Gil Evans al famoso pestaggio subito da un poliziotto, dagli anni giovanili in cui prediligeva raffinati abiti di taglio italiano ed automobili di lusso alla sua avversione per i media e alla passione per la pittura, la boxe ed in particolare per Jack Johnson, ma soprattutto il suo amore per la prima moglie, la ballerina Frances Taylor (Emayatzy E. Corinealdi) che lo salvò due volte dalle droghe pesanti e che l’amava follemente malgrado gli innumerevoli tradimenti.

“Miles Ahead”, dal titolo di un celebre disco di Davis del 1957 che è pure un gioco di parole (miglia avanti), non è un biopic ma piuttosto un noir come pure altre cose insieme, su tutte il ritratto ispirato di un grande artista, colto nella sua solitudine profonda e dolente, costantemente in bilico tra gli abissi che gli spalancano le sue nevrosi e la profondità estatica che gli prospetta la sua musica.