Morra, il Cinghiale e i (veri) ladroni dell’ASP

Il cittadino Nicola Morra, senatore della Repubblica dal mese di febbraio del 2013, dopo 3 anni e mezzo finalmente si è accorto che all’ASP di Cosenza c’è qualcosa che non va, anzi che c’è una “gravissima situazione di illegalità tollerata vergognosamente da Oliverio, Scura e dal ministro Lorenzin”.

Morra è in grave difficoltà. A Cosenza il suo candidato del M5S è miseramente naufragato e anche gli attivisti più docili del movimento gliene stanno rendendo conto, chiedendogli anche come mai non attacca mai nessun politico del sistema di potere che ammorba Cosenza da decenni. Per non parlare delle tante voci di corridoio (e non solo) che lo vogliono vicino al Cinghiale ovvero a colui che comanda l’ASP di Cosenza.

lorenzin-gentile-e1452783210357Bene, Morra non solo non lo nomina mai neanche questa volta ma quando analizza questa “gravissima situazione di illegalità” all’ASP si guarda bene dal citare i veri colonnelli del Cinghiale che stanno prosciugando le casse della sanità cosentina. 

Morra se la prende con personaggi come Remigio Magnelli, Pietro Filippo, Ottorino Zuccarelli e Giovanni Lauricella che sono, come diciamo a Cosenza, gli ultimi bottoni “d’a vrachetta” e che qui su Iacchite’ attacchiamo ormai da mesi e mesi.

Perché non parla di Gianfranco Ponzio, il vero deus ex machina dei posti di lavoro da distribuire nella sanità cosentina con la sua cooperativa-piovra foraggiata dal Cinghiale?

Gianfranco Ponzio, detto il cinghialotto
Gianfranco Ponzio, detto il cinghialotto

Perché non parla di Michele Marchese, l’uomo che si prende 320 euro per ogni copertone che cambia nel suo centro di manutenzione per i mezzi dell’ASP e che ovviamente è legato mani e piedi al suo amico Cinghiale?

Perché non parla di Raffaele Filippelli, delegato del Cinghiale per tutti gli affari che riguardano pulizie e portierato e che macina milioni di euro come se piovesse?

Perché non parla di Tonino Perri, psicologo, altro fedelissimo del Cinghiale, che dal 2010 è diventato una sorta di dirigente amministrativo di vertice ed è colui che ha firmato materialmente per il suo capo le lettere di assunzione dei 133 falsi precari (dove pare abbia messo “un’amica del cuore”) che sono un caso conclamato di voto di scambio che coinvolge tutti i partiti?

Il senatore pentastellato, dunque, non solo non è credibile ma prova a buttare fumo negli occhi per dare la sensazione di essere uno “tosto” quando in realtà copre le magagne dei suoi amici che governano il sistema. Non è così che si fa opposizione e questo lo hanno capito tutti. Ma se vuole qualche “ripetizione” riguardante i metodi di funzionamento del sistema del Cinghiale siamo a sua completa disposizione.

Perché un Cinghiale, caro Morra, è… per sempre.