Morrone, la Storia continua: dai derby al “modello Bilbao”

Cosenza-Morrone 1974-75: i capitani Sergio Codognato e Saverio Fera si stringono la mano

Far rinascere dalle ceneri la Morrone, seconda squadra storica della città di Cosenza, parte dalla profonda passione per il calcio che condividiamo io e altri quattro amici e giovani imprenditori (Marco Chiappetta, Andrea Ritacca, Orlando Ruffolo e Riccardo Quintieri).

Insieme condividiamo idee abbastanza chiare e semplici, e condividiamo una rotta abbastanza propositiva: fare calcio ad ottimi livelli, garantendo continuità ad un “progetto” di calcio diverso nel panorama dilettantistico meridionale. “Progetto” è la parola chiave che amiamo utilizzare da quando abbiamo iniziato a fare calcio ed è una parola che per noi è diventata un dogma. Il futuro non è mai prevedibile e la progettazione è vitale per la nostra Società tentando di condurre il club “con la diligenza del buon padre di famiglia” verso importanti traguardi nel breve, medio e lungo termine.

La progettualità è la base del successo e indipendentemente dai risultati sportivi siamo orgogliosi della strada intrapresa nelle ultime tre stagioni. Siamo tutti convinti che non servono milioni di euro per vincere, non servono campioni affermati ma serve solo e semplicemente un’idea, uno stimolo, costanza e fedeltà ad un progetto definito. E per quanto giovane sia la nostra società (età media 30 anni), siamo orgogliosi di avere un’idea e questo viene percepito, non solo dagli addetti ai lavori, in maniera positiva.

L’obiettivo, nel breve termine, è tornare subito a parlare di calcio che conta vicino al nome Morrone. La Morrone è storia della nostra città e lungi da noi competere con il Cosenza Calcio in termini d’identità. Siamo consapevoli che il picco di popolarità della nostra squadra, sentendo le parole e i lunghi discorsi da chi era presente, furono le due stracittadine del 1975 in serie D tra Cosenza e Morrone.
Il solo pensare a quelle partite ci emoziona e ci fa credere che, realmente, un altro calcio è possibile. Ritornando al “progetto”, non possiamo non affrontare il discorso del settore giovanile. Il settore giovanile deve essere basilare e fondamentale per lo sviluppo societario e non solo. Investire per noi significa, studiare un format che funziona e impiantarlo nel nostro territorio. C’è un angolo in Europa, un angolo da sempre diverso nella lingua e nei costumi, dove il calciomercato e il calcio in generale è visto in maniera diversa: Bilbao, cuore dei Paesi Baschi.

L’Athletic non è una squadra attivissima sul mercato in quanto può contare sui propri giovani talenti. Il vivaio basco è uno dei più floridi in Europa ed è quasi unico nell’avere un bacino giovanile praticamente sconfinato. La cosa davvero interessante è che questo progetto, così diverso da quanto succede nel resto d’Europa, è in realtà un progetto vincente. L’Athletic Bilbao continuerà a sfornare talenti senza sosta, tutti cresciuti con il bianco rosso verde nel cuore.

Il “format Athletic” è ciò che vogliamo creare noi qui in Calabria passando alla fase due del nostro progetto. Un settore giovanile che sia il fiore all’occhiello di tutta la regione Calabria e possa far maturare i nostri giovani facendoli sentir parte di un’identità ben definita e chiara.

Credere nel settore giovanile significa credere in qualcosa che possa diventare anche più grande di noi. Ci piacerebbe tanto evitare di rivedere “casi Berardi”, passati da Cosenza troppo velocemente e lasciati scappare via verso altre fortune. Il finale di questa storia lo conosciamo tutti e siamo consapevoli che fuori ci siano talenti che rincorrono una sana “identità” e qualcuno capace di prendersene cura a 360° sia sotto il profilo calcistico che individuale. Ed è per questo che ci stiamo impegnando quotidianamente nello studio dei format che funzionano tanto all’estero per quanto riguarda il settore giovanile e la cura dei nostri talenti.

La Morrone negli anni Sessanta

Crediamo che oggi “la Scuola calcio” non debba solo insegnare il gioco più bello del mondo ma debba insegnare anche ad essere “individui pensanti e uomini con un’identità chiara”.
Come club moderno, siamo orgogliosi di essere impegnati anche in attività sociali, sostenendo associazioni di volontariato del territorio e con il quale condividiamo gli stessi interessi. Sappiamo che il calcio è un veicolo potentissimo e che, se saputo utilizzare, può andare ben oltre i confini del rettangolo di gioco. Ricordo bene le emozioni che i nostri giovani provarono quando organizzammo l’incontro di calcio tra i detenuti della Casa circondariale di Cosenza e la Morrone.

Furono emozioni indelebili e che nessuno di noi potrà dimenticare mai. Continueremo ad impegnarci nel sociale ed aiutare i meno fortunati come abbiamo fatto dall’inizio della nostra avventura.

Il vero punta di svolta del nostro progetto, siamo certi, sarà la costruzione del nostro impianto di proprietà per la quale lavoriamo costantemente e che sarà il vero fulcro attorno alla quale girerà tutta la nostra identità e la nostra filosofia. E va precisato che l’attività della prima squadra non può prescindere dall’educare ed essere un “format” per il settore giovanile.La mentalità e lo “stile” della Morrone sarà il modello alla quale i nostri giovani dovranno ispirarsi e, siamo certi, sogneranno di giocare in prima squadra. Chi ha vissuto un settore giovanile, dove era presente una “Prima Squadra” sa bene di cosa parliamo e dell’importanza che assume avere un punto di riferimento con un’identità e filosofia chiara. Condividere la stessa struttura d’allenamento con “i più grandi” sarà fondamentale per la formazione dei nostri talenti regionali e crediamo che questo possa essere un vero e proprio cantiere di giovani campioni calabresi di cui la nostra regione ha tanto bisogno.

Per concludere, pensiamo che la gente in Calabria abbia bisogno di Calcio ma di Calcio ben fatto con un progetto chiaro e non si possa prescindere dal credere nei giovani e in un settore giovanile che possa valorizzare i nostri talenti locali. Il nostro impegno sarà massimo nei prossimi anni per passare alla fase 2 del nostro progetto, auto-sostentato e alimentato, dal vivaio che ci vedrà sempre più impegnati nell’affermazione di una vera e propria identità Morrone in tutta la Regione.
Vogliamo inseguire un sogno.

Marco Caputo – Direttore Marketing e socio fondatore A.C. Morrone