Narcotraffico, dopo tre mesi si pente Domenico Baldino

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Come ogni operazione che si rispetti, e nella migliore tradizione della mafia cosentina, anche questa volta a distanza di tre mesi del suo arresto ecco spuntare un nuovo pentito.

Si tratta di Domenico Baldino, 54 anni di Mendicino.

Baldino era stato arrestato il 6 giugno insieme ad Andrea Rudisi e Romina Reda per traffico internazionale di droga.

Da tempo l’uomo era controllato, a seguito di un altro arresto avvenuto nell’agosto del 2015, quando, a finire nella rete della polizia fu Antonio Segreti, compagno della Romina Reda.

In quella occasione gli uomini della questura, sotto copertura, coordinati dall’aggiunto Manzini, individuarono una spedizione partita da Santo Domingo e destinata a Mendicino con mittente: Antonio Segreti.

Il pacco fu intercettato a Londra dalla questura di Cosenza e, una volta arrivato a Fiumicino, gli uomini della mobile, fingendosi corrieri, tesero la trappola al Segreti arrestandolo.

All’interno di un pacco ben sigillato contenente una sedia, gli agenti trovarono, nascosti nel telaio, 600 grammi di cocaina.

baldinoDa quel momento in poi gli investigatori si adoperarono per scoprire la rete che gestiva questo traffico. Fino ad arrivare agli arresti di giugno di questo anno, tra cui anche il Baldino. E’ proprio lui, secondo la dottoressa Manzini, il capo dell’organizzazione. Infatti il Baldino viveva tra Mendicino e Santo Domingo, dove aveva allacciato forti legami con potenti narcotrafficanti sudamericani.

Il suo pentimento è da considerarsi di “peso”. Baldino conosce bene il mondo del narcotraffico internazionale e non a caso a prenderlo in “consegna” è stata proprio la procura antimafia di Catanzaro guidata dal dottor Gratteri. Che di queste cose ne sa. E non è difficile pensare che dal suo pentimento si possa risalire a tutta l’organizzazione che per anni ha gestito il narcotraffico tra Mendicino e il Sudamerica.