‘Ndrangheta e appalti, i legami tra clan Muto e BCC di Verbicaro

Le DDA di Reggio Calabria e Catanzaro stanno intensificando la loro battaglia contro la corruzione ed il malaffare e mai come in questi mesi hanno acceso i riflettori anche e soprattutto sul mondo bancario perché, seguendo il flusso dei soldi, è inevitabile arrivare a questo “potere forte”.

In quest’ambito, non c’è dubbio, per come vi abbiamo già ampiamente documentato nei giorni e nei mesi scorsi, che tra gli istituti di credito più attenzionati ci sia la BCC di Verbicaro.

Il CDA della BCC di Verbicaro dal maggio 2014 ha dichiarato decaduti per conflitto di interessi i signori Riccetti, Pignataro e Giuseppe Silvestri.

Il primo perché all’epoca era assessore provinciale. Il secondo e il terzo perché avevano rapporti con assicurazioni e finanziarie a loro dire in potenziale conflitto di interesse con l’istituto di credito.

Di contro il Pignataro e il Riccetti hanno denunciato sia in sede civile che penale conflitti di interessi a carico dei signori Russo, uno commercialista di più società e l’altro socio, che hanno avuto prestiti dalla banca ma soprattutto rapporti con il clan Muto di Cetraro,

Nicoletta Germano, sindaco della BCC di Verbicaro, è commercialista e socia di società che dalla banca hanno avuto finanziamenti mentre l’avvocato Saporiti lavora nello studio legale, di cui è titolare il cognato, che patrocina la banca.

Sempre l’avvocato Saporiti, in palese conflitto di interessi, è fratello di un magistrato che svolge la sua funzione in Napoli presso la Corte di Appello. Russo, Zito, Germano e Francesco Silvestri sono indagati dalla procura della Repubblica di Paola per omessa comunicazione del conflitto di interessi.

Occorre rilevare che mai il CDA dell’istituto di credito si è pronunciato sul denunciato conflitto di interessi conosciuto anche dalla Banca d’Italia e dal presidente delle BCC calabresi, dottor Nicola Paldino da Bisignano. 

Ma non solo. Da ultimo l’avvocato Francesco Cristiani, nipote dell’ex parlamentare di Forza Italia Sandro Bergamo, caduto in sventure, tanto da essere stato battuto alle ultime elezioni al comune di Scalea da Gennaro Licursi, è stato cooptato, senza essersi presentato alle elezioni, quale consigliere della BCC di Verbicaro.

L’aspetto più grave è che lo statuto della BCC prevede che chi ha rapporti di collaborazione con l’istituto di credito non può assumere la carica di amministratore.

L’avvocato Cristiani è anche l avvocato della BCC di Verbicaro. In sostanza, lui è sia consigliere sia avvocato della banca. Banca, o meglio soci, che gli pagano onorari professionali profumati anche per difendere se stesso.

Se questo non e conflitto di interessi, che cos’è?

Ma non finisce qui. Rispetto agli amministratori eletti dai soci in numero di sette, oggi in Consiglio ne sono presenti solo tre. Altri quattro sono stati sostituiti: tre perché dichiarati decaduti, con altri soggetti non solo mai candidati, ma senza titoli e l’ultimo, il Cristiani appunto, incompatibile.

I soci chiedono con forza l’intervento della magistratura, visti anche i legami con il clan Muto di Cetraro, che approfondiremo anche noi quanto prima.