‘Ndrangheta e appalti: il vergognoso silenzio del PD

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L’ultima operazione congiunta delle DDA di Reggio Calabria e Catanzaro su ‘ndrangheta e appalti passerà alla storia come quella che ha ricevuto meno consensi dalla politica.

Se si eccettua il “telegramma” di circostanza scritto da Jole Santelli e Roberto Occhiuto (scritto con la consueta faccia di bronzo), gli altri hanno brillato soltanto per silenzio. E così, noi che ci aspettavamo il solito “orgoglio” di Ernesto Magorno o gli applausi di Madame Fifì o la soddisfazione di Palla Palla e di tutta la sua corte, abbiamo fatto due più due. Che quasi sempre fa… tre.

Come poteva essere “orgoglioso” di questa operazione don Magorno, che è un affiliato al clan Muto e le cui intercettazioni sono al vaglio del procuratore Gratteri? Come poteva applaudire all’operazione la moglie di Nicola Adamo e il deputato del PD che si fa finanziare dalla clinica del clan Muto? E, vivaddio, che cosa avrebbe potuto commentare Palla Palla, che fino al mese di ottobre ha fatto passerella politica nei cantieri di Barbieri a Lorica, salvo poi intrattenersi in cordialissime serate a cena con lo stesso imprenditore mafioso?

E così, l’ordine che è partito dai piani superiori della politica è stato quello di osservare un religioso silenzio con il paradosso di Palla Palla che proprio oggi, dopo tutto il can can di ieri, è andato a firmare un protocollo di legalità per la metro di Catanzaro. Con quale tipo di credibilità, lo sa solo lui.

E che dire del PD di Cosenza che per mesi ha fatto campagna elettorale sulla mafiosità di piazza Fera/Bilotti producendo finanche manifesti e materiale cartaceo. E adesso, che fine hanno fatto quegli anatemi? Dov’è il bello che deve ancora venire?

Questa vicenda ricorda molto quel vecchio modo di dire dei nostri nonni a proposito di gente come quella del PD: non sputare in cielo che in faccia ti torna. 

Questa è, “signori” del PD!