‘Ndrangheta e appalti, la difesa d’ufficio degli avvocati di Barbieri

Giorgio Barbieri

Egr. Sig. Direttore,

quali difensori di fiducia del sig. Giorgio Ottavio Barbieri, ed in riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano on-line in data 16/02/2014 dal titolo “Il GIP: senza l’aiuto di Occhiuto, Barbieri non avrebbe potuto pilotare l’appalto” a firma di “GdD” ci troviamo costretti a stigmatizzare l’assoluta inesattezza del contenuto in molteplici passaggi che per mera comodità di lettura le trascriviamo:

GdD: “Si dice che in questo mese Barbieri abbia ricevuto diverse visite da parte dei pm che seguono l’inchiesta, e che lo stesso pur di avere una misura meno afflittiva abbia dimostrato la sua disponibilità a collaborare”.

“Quello che i pm vogliono sapere è chi sono i politici coinvolti nei suoi intrallazzi. E Barbieri pare li stia accontentando, parlando dei suoi rapporti con Occhiuto e con gli altri soggetti politici della Regione, responsabili degli appalti di Lorica (nuova funivia) e Scalea (aviosuperficie)”.

Avvocati: In questi primi due capoversi si riferiscono collaborazioni del nostro assistito con i Pubblici Ministeri e/o di colloqui del sig. Barbieri con i titolari dell’indagine. Ebbene, a noi difensori di fiducia il dato risulta privo di veridicità e, peraltro, se fosse vero nell’articolo si sostiene che l’Autorità giudiziaria avrebbe violato tutte le norme processuali poste a presidio e garanzia del diritto di difesa.

I due avvocati fanno finta di non sapere che è nelle facoltà del detenuto “mettersi a modello 13”. Ovvero tutti i detenuti possono chiedere attraverso una apposito modello (13) di avere un “colloquio” con il magistrato senza che questo avvenga necessariamente alla presenza dell’avvocato. O che lo stesso ne sia informato.  I due avvocati se la “sentono” di escludere che ciò sia avvenuto? E poi lo sanno tutti, anche chi non ha studiato giurisprudenza, che quando un indagato si pente l’avvocato di fiducia è l’ultimo a saperlo.

GdD: “Pare che Giorgio non l’abbia presa bene quando ha saputo, dai suoi avvocati, che Occhiuto lo ha rinnegato negando di averlo frequentato. E pare che Giorgio sia saltato dalla sedia quando ha letto che il suo arresto, secondo Occhiuto, è da addebitarsi alla sua ingenuità e alla cattive compagnie”.

Avvocati: E’ falso, invece, che noi difensori avremmo riferito al nostro cliente delle rinnegazioni di Occhiuto in merito alle frequentazioni. Peraltro, mal si comprende come l’articolista possa conoscere il contenuto dei colloqui intercorsi con il nostro assistito. Se ciò può rasserenare il fantasioso autore, prenda atto che nessuno di noi difensori ha mai parlato con il sig. Barbieri del sig. Occhiuto. Tanto meno abbiamo programmato colloqui con tale oggetto.

Da che mondo è mondo, e da che galera è galera, si sa che l’avvocato la prima cosa che fa quando va a colloquio con il suo assistito, specie se esce dall’isolamento, è quella di portargli i giornali. Il signor Barbieri avrà di sicuro letto le dichiarazioni di Occhiuto, e tutto quello che si è detto, specie a livello di stampa locale e regionale, su di lui e sul suo arresto. Vuoi o non vuoi, il sol fatto di aver “sottolineato” qualche titolo assieme, equivale a parlarne, come del resto avete fatto con il nostro articolo. Altrimenti come si spiega che il signor Barbieri annuncia querela nei nostri confronti? Come ha fatto a sapere di questo articolo? E’ chiaro che qualcun glielo ha detto. Gli avvocati? I familiari? Fate voi.

GdD: “Pare siano state proprio queste parole a convincere un Barbieri deluso a raccontare per filo e per segno ai pm i suoi legami e gli intrallazzi messi in piedi con Occhiuto. Dalle serate romane prima dell’affidamento dell’appalto, fino all’assegnazione della gara”.

Avvocati: Non ci è noto – poichè non risponde al vero – neppure che Barbieri stia raccontando “per filo e per segno ai pm i suoi legami e gli intrallazzi messi in piedi con Occhiuto. Dalle serate romane prima dell’affidamento dell’appalto, fino all’assegnazione della gara”. Sarebbe sufficiente al giornalista rileggere con attenzione gli atti processuali in suo possesso (visto che ne virgoletta degli stralci) per verificare che l’oggetto delle indagini che hanno condotto all’emissione del provvedimento cautelare è totalmente diverso dalle modalità di assegnazione dell’appalto.

Se non siete al corrente di un eventuale “modello 13”, come fate ad affermare che quello che l’articolo riporta non corrisponde al vero? E poi, se il collegamento tra la pubblica amministrazione e il signor Barbieri non è oggetto di questa inchiesta, non è detto che non lo sia di una eventuale altra inchiesta. Del resto gli appalti vengono assegnati dalla pubblica amministrazione o stazione appaltante, non certo da mia nonna, e se illecito c’è stato, non può che avere origini proprio da lì. Questo lo sanno tutti anche i bambini. Non esiste intrallazzo con il denaro pubblico senza la complicità di dirigenti e politici. Un classico italiano.

GdD: C’è da scommettere che quanto prima Barbieri ritornerà a casa e vedremo se ancora una volta le dichiarazioni dei cosiddetti “pentiti” saranno sufficienti per escludere dalla pubblica amministrazione chi, come Occhiuto, lucra indisturbato da oltre un lustro”.

Avvocati: Quanto alla scommessa sul ritorno a casa del sig. Barbieri ci auguriamo che ciò si avveri, senza sarcasmo o ironia, per aver dimostrato l’innocenza del nostro assistito.

La invitiamo a voler pubblicare la rettifica nei termini imposti dal nostro Ordinamento riservando ogni ulteriore azione che il sig. Giorgio Ottavio Barbieri riterrà di dover intraprendere. 

Distinti saluti

Avv. Gianluca Tognozzi                    Avv. Danilo Romagnino