‘Ndrangheta e appalti, l’avio di Scalea madre dello spreco di denaro pubblico

di Francesco Cirillo 

Le mani della ‘ndrangheta sull’aviosuperficie di Scalea non sono una novità. Sicuramente c’erano state anche prima, appena costruita.

Eh sì, perché chi ha inventato questa opera pubblica ben sapeva dall’inizio che non avrebbe mai funzionato e che sarebbe servita solo a mangiare soldi. Venti e più miliardi di vecchie lire sono andati nelle tasche di imprenditori e certamente politici, altri milioni di euro sono andate poi ad altri imprenditori per rifare muri abbattuti dal fiume, strade inesistenti di accesso e altre piccole manutenzioni.

La provincia di Cosenza dovette sborsare oltre 200 mila euro per strade di accesso all’aviosuperficie. Bastava che arrivasse uno qualsiasi a dire che avrebbe messo in funzione l’aviosuperficie ed ecco la schiera di sindaci, politici e imprenditori vari a mettersi attorno ad un tavolo ed applaudirsi a vicenda.

E’ successo ultimamente con questo Barbieri ricevuto a Scalea con tutti gli onori e con sindaci e politici della costa tirrenica a stringergli la mano. Ecco l’uomo che rilancerà lo sviluppo nel Tirreno cosentino, ecco l’uomo che porterà occupazione e lavoro a tutto il tirreno. Albergatori, ristoratori,proprietari di case villaggi, tutti in fila a stringergli la mano, e tutti pronti ad aiutarlo per ottenere finanziamenti pubblici e privati.

Non parliamo poi degli attacchi fatti agli ambientalisti dopo che il grande e illuminato imprenditore ha dichiarato in un convegno a Scalea che era tutto pronto per far ripartire la struttura. I soliti albergatori e ristoratori in prima fila ad attaccare il mio blog “scirocco” e me personalmente per i  miei articoli.

Finalmente il bandolo della matassa si stava sciogliendo. Tutti col naso in aria a Scalea e paesi vicini per vedere gli aerei in arrivo, tutti pronti ad accogliere le frotte di turisti che da tutta Europa sarebbero arrivati a Scalea. Ma invece di aerei vedevano solo “ciucci” volare, e bastava leggere l’approvazione del  finanziamento di 25 miliardi e 630 milioni per capire che qualcosa non andava.

In particolare la delibera 798 dell’8 novembre del 1995, quando la Giunta comunale di Scalea approvò il progetto per la realizzazione dell’aviosuperficie per un importo di poco più di 19 miliardi di lire. Cifra rimodulata con delibera del 29 ottobre del 1998 per un importo di 25 miliardi e 630 milioni.

Era allora che la magistratura avrebbe dovuto metterci il naso e fermare lo scempio. Come si fa a dare  miliardi per un progetto di questo tipo ? Quale credibilità può avere un progetto che prevede ben 74mila passeggeri, 1350 tonnellate di trasporto merci e 95 posti di lavoro!!! Altro che ciucci che volano qui si tratta di astronavi aliene !!!

Prendiamo i dati dei passeggeri. Bisogna dire che l’aviosuperficie non è altro che un grande pista di cemento che occupa una lunghezza di 2 chilometri per trenta metri di larghezza per un totale di 260 mila 515 metri quadrati, stretta fra la linea ferroviaria e la super strada. Su questa pista potrebbero atterrare solo voli charter o aerotaxi fino ad un massimo di 9 passeggeri ed a vista, cioè senza alcun sistema di assistenza radar esclusi, naturalmente quelli in dotazione del pilota dell’aereo.

Questo dato del massimo dei nove passeggeri è un requisito di sicurezza scritto nel  “Regolamento per l’uso di aviosuperfici per attività di Trasporto Pubblico, Scuola, Lavoro aereo” d’imminente emanazione da parte dell’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, il cui art. 3  recita proprio così: “L’uso di aviosuperfici per attività di trasporto pubblico è consentito esclusivamente per i voli: intracomunitari; in condizioni meteo non inferiori a quelle minime prescritte dalle regole del volo a vista; limitato alle ore diurne; ai soli velivoli di MTOM non superiori a 5700 kg e numero di posti passeggeri non superiori a 9“ e sottolineo nove.

Questo vuol dire che, per raggiungere la cifra dichiarata nel progetto, di 74 mila passeggeri, si dovrebbero effettuare su Scalea fino a 8 mila voli all’anno, cioè 23 aerei al giorno! Una persona con un quoziente minimo di intelligenza avrebbe bocciato un finanziamento simile. Invece il finanziamento arrivò e le ruspe si misero subito in moto, abbattendo una microeconomia locale fatta di coltivazione del cedro, buttando sul lastrico decine di piccoli contadini e non pagando nemmeno con il prezzo dovuto i terreni requisiti.

Uno di questi proprietari portò  in tribunale il Comune di Scalea e il 19 marzo del 2010 i ricorrenti ricevono notifica del decreto. L’ex sindaco Mario Russo decretava l’esproprio in favore dell’ente in data 10 marzo 2010. Una serie di questioni poste davanti al Tar che ha accolto il ricorso e ha condannato il Comune al pagamento dell’indennizzo da mancato godimento degli immobili con decorrenza dalla data di inizio dell’illegittima occupazione. E anche in questo caso si parla di centinaia di migliaia di euro che il Comune dovrà sborsare prima o poi. Soldi pubblici come al solito che ricadranno sui cittadini scaleoti.

Insomma la storia dell’aviosuperficie di Scalea è la metafora della nostra regione. In quasi tutti i paesi c’è un imprenditore illuminato che grazie ad amicizie politiche riesce ad ottenere un finanziamento, e basta vedere le opere pubbliche abbandonate esistenti sul nostro territorio. Sale convegno, porti, chiese, alberghi, villaggi, opere che avevano solo lo scopo di succhiare danaro e nient’altro. Speriamo solo che questa operazione sul nostro territorio serva da monito…a chi, non lo so !