‘Ndrangheta e appalti, Mario Piromallo ritorna in cella

Foto di MASSIMILIANO PALUMBO
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Mario Piromallo era sospettato di aver tentato di estorcere denaro all’imprenditore Barbieri per i lavori di piazza Fera/Bilotti e per questo era stato fermato e arrestato la notte del 19 gennaio durante la maxi operazione su ‘ndrangheta e appalti, eseguita dalla Guardia di finanza e coordinata dalle Dda di Catanzaro e Reggio Calabria contro 32 persone, tra cui diversi imprenditori che risulterebbero in affari con i clan. Sotto sequestro finirono 54 importanti società, molte delle quali con sede a Roma.

Ma il Gip di Cosenza Salvatore Carpino, quattro giorni dopo il suo arresto, lo aveva scarcerato perché a carico dell’indagato non vi era nessun elemento indiziario che potesse giustificare la sua permanenza in carcere.

Ma la libertà per Piromallo è durata poco. Ieri, infatti, lo stesso si è costituito a seguito dell’emissione da parte del Gip competente di una ordinanza di custodia cautelare a suo carico, sempre in relazione alla presunta richiesta di una tangente all’imprenditore Barbieri, anch’esso arrestato.

Quello che è successo, è prettamente un dato tecnico. Piromallo era finito in cella insieme agli altri, dopo l’emissione di un decreto di fermo da parte della Dda di Catanzaro, che come vi abbiamo detto non fu confermato al Gip di Cosenza. Ieri, i decreti, così come dice la legge, sono stati “trasformati” in ordinanze di custodia cautelare. E il Gip competente questa volta ha ritenuto sufficienti gli elementi prodotti a carico del Piromallo da parte della Dda di Catanzaro, tanto da ordinarne un nuovo arresto.

Dunque Mario Piromallo ritorna in cella, in attesa che si esprima, sulla sua “travagliata” posizione, il Tribunale della Libertà.