‘Ndrangheta, estorsione ai figli del pentito Femia: chi sono i tre del clan Bellocco

Nicola Rocco Femia

(ANSA) – BOLOGNA, 24 GEN – Un’estorsione con metodo mafioso ai danni dei due figli del collaboratore di giustizia Rocco Nicola Femia: 250.000 euro, scesi a 50.000, provento di una sala giochi a Roma. Per l’estorsione, avvenuta a Conselice (Ravenna) dove risiedono i familiari del pentito, la Gdf di Bologna e dello Scico ha arrestato tre pregiudicati ritenuti affiliati alla ‘ndrina dei Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria), una delle consorterie criminali più antiche, pericolose e potenti della ‘Ndrangheta reggina, con importanti ramificazioni in Emilia-Romagna e nel nord Italia, attiva in diversi settori illeciti, primi fra tutti quelli del narcotraffico, delle estorsioni e del controllo delle attività commerciali e imprenditoriali.

Sono Bruno Filippone, 35 anni, preso a Siderno (Reggio Calabria), Francesco Corrao, 30, rintracciato nel Bresciano a casa della fidanzata, Calogero Lupo, 51, arrestato a Massalombarda (Ravenna) dove risiede. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono firmate dal Gip Gianluca Petragnani Gelosi, su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Caleca della Dda felsinea. L’indagine Scramble è partita da dichiarazioni dello stesso Femia, collaboratore di giustizia dalla primavera dopo una condanna a 26 anni, per associazione mafiosa nel settore del gioco illegale, nell’ambito del processo Black Monkey.

La vicenda originaria risale al gennaio 2011, allorquando l’attuale collaboratore di giustizia riceveva le prime richieste estorsive collegate alla gestione di una sala scommesse da costui diretta a Roma. Le successive vicende giudiziarie, che avevano coinvolto in tempi diversi ed a vario titolo sia gli estorsori che l’estorto, avevano fatto registrare delle battute di arresto nelle indebite pretese di denaro.

Successivamente, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, nonostante il Femia fosse ristretto in regime carcerario, anche a seguito del suo arresto intervenuto con l’operazione “Black Monkey” del G.I.C.O. di Bologna, le richieste illecite, per un ammontare di 250mila euro, sono riprese nei confronti dei suoi figli, residenti in provincia di Ravenna, fino ad arrivare al 05/2018 novembre del 2016 quando le minacce rivolte nei confronti di costoro, direttamente presso le loro abitazioni in Conselice (RA), non li convinsero a pagare in tre soluzioni 50mila euro.L’attività investigativa, anche di natura tecnica, svolta anche avvalendosi dei filmati delle telecamere di sorveglianza installate presso il municipio del comune ravvenate, come scrive il GIP nell’ordinanza, “ha permesso di ricostruire e riscontrare analiticamente la vicenda estorsiva che ha visto coinvolti a Conselice (RA), da un lato, come parti offese, i figli del noto boss Nicola Femia e dall’altro, nella veste di autori del delitto estorsivo, gli odierni indagati, inseriti o gravitanti nell’orbita della ‘ndrina “Bellocco”, comunque avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal gruppo criminale di stampo ‘ndranghetista.” Contestualmente all’esecuzione del provvedimento cautelare sono state eseguite perquisizioni a Conselice e Massa Lombarda in Provincia di Ravenna, Siderno, Rosarno e Palmi in Provincia di Reggio Calabria e ad Anzio in Provincia di Roma.