‘Ndrangheta: il delfino dei Piromalli e la fiction Rai “Gente di Mare”

Tra gli arrestati di oggi nell’ambito del blitz della DDA di Reggio Calabria contro il clan Piromalli c’è anche Nicola Comerci, 69 anni, di Nicotera, imprenditore da tempo ritenuto vicino al clan Piromalli.

Il 18 novembre la questura di Reggio Calabria aveva condotto un’operazione che aveva portato ad un maxi sequestro di 50 milioni di euro nei confronti di Comerci.

Indagando sul fallimento del villaggio turistico “Blue Paradise” di Parghelia, a due passi da Tropea, la polizia prima e poi la DDA hanno ricostruito il percorso di Comerci.

INQUIRENTI: IMPERO COSTRUITO CON L’APPOGGIO DELLE COSCHE

Gli inquirenti sostengono, infatti, che Comerci, dagli anni’70 in poi, abbia costruito un impero economico, soprattutto nel campo delle strutture ricettive, della ristorazione e dei villaggi turistici, grazie all’appoggio fornito dalla potente cosca Piromalli ed ai legami tra la questa cosca e quella dei Mancuso di Vibo Valentia.

Il provvedimento dei magistrati punta a dimostrare la pericolosità sociale dell’imprenditore attualizzata grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che confermerebbero la contiguità di Comerci con le due cosche e lo indicherebbero come “soggetto vicino” ai clan De Stefano di Reggio Calabria e Tripodi di Vibo.

IL “DELFINO” DEI PIROMALLI E LA FICTION DELLA RAI

Dalle indagini emergerebbe poi un suo ruolo nell’ambito di un procedimento instaurato davanti alla Procura della di Vibo Valentia, volto ad accertare eventuali responsabilità penali relative ad una produzione della Rai, la fiction “Gente di mare.

genteIl materiale al vaglio del Tribunale evidenzierebbe che quando si è dovuto individuare una struttura alberghiera da utilizzare per le riprese, si era fatto chiaramente riferimento a Comerci come proprietario del villaggio “Blue Paradise” a Parghelia, e che era stato definito come il delfino dei Piromalli”.

Dunque, la struttura dell’imprenditore fu scelta al posto di un’altra che aveva presentato un’offerta decisamente più competitiva, in modo tale da scongiurare “…la possibilità che potesse scatenarsi una faida nel territorio…”.

Gli inquirenti ritengono che, in quell’occasione, i responsabili di produzione della Rai sarebbero costretti a rivolgersi a Comerci, nonostante un concorrente avesse presentato un’offerta di servizi più vantaggiosa sotto il profilo economico.

A conferma della “permeabilità” della famiglia Comerci “alle logiche criminali ‘ndranghetiste”, le indagini evidenzierebbe il contemporaneo intervento di un esponente della cosca Mancuso che, per evitare ulteriori problemi, sarebbe riuscito a fargli anche abbassare il prezzo richiesto inizialmente.

Comerci rispondeva positivamente ad ogni richiesta: dalla gestione dei latitanti, agli investimenti nel settore immobiliare, all’inserimento di ditte di riferimento del sodalizio nelle forniture alberghiere. Collegamento emerso in modo ancora più palese in occasione del tentato omicidio del figlio Andrea, avvenuto nel giugno 2015 a Parghelia (VV), che spingeva Comerci Nicola Francesco a rivolgersi ad esponenti della cosca Piromalli per giungere all’individuazione dell’autore dell’azione delittuosa.