‘Ndrangheta, la Dda di Reggio chiede 3 anni di carcere per il patron di “Stocco e stocco”

D'Agostino
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La procura antimafia di Reggio Calabria nell’ambito del processo Alchemia, ha chiesto la condanna a 3 anni di carcere per il consigliere regionale del centrosinistra Francesco D’Agostino, uno dei principali imprenditori calabresi attivi nel settore ittico, dimessosi dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. E’ accusato del reato di intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver agevolato la ‘ndrangheta in concorso con Girolamo Giovinazzo, Francesco Gullace e Girolamo Raso (deceduto).

Per la Dda reggina l’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, con la sua storica ditta “Stocco e stocco” di Cittanova, è da ritenere un avamposto della cosca Gullace di Cittanova ed è per questo che va condannato. In un primo momento gli inquirenti chiesero per lui l’arresto che però, fu negato dal gip Barbara Bennato. Il patron del pesce stocco sta affrontando infatti, il processo da imputato a piede libero. Stando al capo di imputazione la ditta attiva nel settore della vendita all’ingrosso di gelati, prodotti ittici e alimentari sarebbe intestata fittiziamente al D’Agostino ma, di fatto sarebbe di Girolamo Giovinazzo detto Jimmy, e di Francesco Gullace.