‘Ndrangheta, maxi blitz “Stige”: chi è Nicodemo Parrilla, “creatura” del potentissimo Enzo Sculco

“Sono in una squadra che ha sempre lavorato per il bene del territorio, siamo abituati a lavorare in salita”. Appena un anno fa, per ironia della sorte il 9 gennaio 2017, così si esprimeva Nicodemo Parrilla, sindaco di Cirò, a poche ore dalla sua elezione a presidente della Provincia di Crotone, oggi arrestato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Stige” contro la cosca Farao-Marincola.

A Crotone lo sanno tutti chi sono i grandi sponsor di Parrilla: Enzo e Flora Sculco, il primo ex consigliere regionale, la figlia tuttora in carica, e il sindaco di Crotone Ugo Pugliese, “pupazzo” degli Sculco nella città di Pitagora.

Enzo Sculco, che viene dal sindacato ed è stato segretario regionale della Cisl, ha preso oltre 7mila voti quando è stato eletto consigliere regionale con la Margherita nel 2010 ma poi, l’anno dopo, è incappato nella scure della giustizia, è stato arrestato e poi condannato in via definitiva per truffa, turbata libertà degli incanti, corruzione e concussione nell’ambito dell’inchiesta sulla Provincia di Crotone di cui era vicepresidente.

Per la potente famiglia politica crotonese, il declino sembrava ormai inevitabile fino a qualche anno fa (quando il capostipite era addirittura ai domiciliari e la delfina Flora, sua figlia, era ancora un pesciolino rosso). E invece nel 2014 Sculco è riuscito a far eleggere la figlia Flora alla Regione con la lista “Calabria in Rete-Campo Democratico”, in pratica il movimento ideato dal padre a furia di trasversalismi con la peggio politica calabrese. Un movimento non collocabile da nessuna parte, se non in quella “pagnotta” comune a tanti squali della politica della nostra terra. Sculco ha appoggiato Oliverio e la figlia è entrata in Consiglio risultando la donna più votata con 9138 preferenze. Da allora è stato un susseguirsi di trionfi, visto che Sculco ha conquistato anche il Comune di Crotone con Pugliese e la Provincia con Parrilla.

“… Oggi, dunque, con lo spicciafaccende piazzato al Comune, la figlia in Regione che ha ottimi rapporti con i cosiddetti “orlandiani” del Pd e segnatamente Carlo Guccione, e Nicodemo Parrilla presidente della Provincia, gli Sculco sono ritornati più agguerriti e forti di prima. Controllano Comune e Provincia di Crotone e contano su un plotone di amministratori all’interno del territorio crotonese dove, peraltro, ha sede la fetta maggiore del loro bacino elettorale. Così, grazie ai sindaci e ai consiglieri dei comuni provinciali, Enzo ha piazzato un altro suo galoppino, Parrilla appunto, che, giustamente, non ha perso tempo per ringraziarlo sui media definendo l’ex leader della Margherita – oggi interdetto per sempre dai pubblici uffici – come la sua guida.In realtà si tratta di un vero e proprio telecomando che dirige tutto fuori dalle Istituzioni, alla luce del sole e senza che stampa, sindacati e gran parte delle altre forze politiche dicano alcunché.

Ma non solo. Parrilla, alias Enzo Sculco, ha vinto soprattutto grazie ai voti dei franco tiratori come Mario Galea, un dilettante della politica che si atteggia a portento. Già ai tempi del ballottaggio, insieme allo zio Rocco Gaetani (un uomo che rappresenta al meglio la mediocrità della classe dirigente crotonese), Galea diede il primo grande segnale spostando il suo pacchetto voti su Ugo Pugliese, indebolendo così Rosanna Barbieri, candidata a sindaco del suo partito…” (stralci tratti da “Il Pitagorico”)