‘Ndrangheta e migranti. Gianluca Callipo al boss del CARA: “sono a disposizione”

Chissà se Gianluca Callipo, candidato renziano alle primarie del Pd in Calabria, aveva chiaro chi fosse Leonardo Sacco quando gli chiese sostegno elettorale. E soprattutto chi fossero i suoi “amici della Misericordia” di Isola Capo Rizzuto che poi votarono per lui facendolo vincere nella circoscrizione di Crotone. Se hanno ragione i magistrati di Catanzaro, che la settimana scorsa hanno arrestato una settantina di persone tra cui Sacco, quegli amici erano ‘ndranghetisti. Di una delle cosche più potenti della Calabria, gli Arena. «Per ringraziarti di persona di tutto ciò che hai fatto… lo so che hai fatto grandi movimenti lì… e per ribadirti la mia piena disponibilità per ogni cosa», diceva Callipo a Sacco, al telefono, dopo le primarie. Che non lo videro vincente nonostante il primato nel crotonese: il cuperliano Mario Oliverio, attuale governatore della Calabria, ottenne il 55 per cento delle preferenze.

L’episodio è svelato da un’informativa dei carabinieri del Ros, agli atti dell’inchiesta di Catanzaro e che Repubblica ha visionato. Risale a tre anni fa. Contiene centinaia di intercettazioni di Sacco, alias “Gabibbo” come lo chiamano alcuni pentiti, che ne disegnano la vasta rete di relazioni politiche. Emerge anche un progetto assai strampalato di far partecipare la Misericordia di Isola Capo Rizzuto ai salvataggi in mare dei migranti con un’imbarcazione da affidare a Francesco Schettino, il comandante del naufragio della Concordia. «Così avrebbe la possibilità di riscattarsi», ritiene Sacco.

Le cose si fanno serie, invece, quando si tratta di urne elettorali. Nel settembre 2014 il candidato renziano Callipo, sindaco di Pizzo Calabro e cugino dell’imprenditore del tonno Pippo Callipo, chiama Sacco per chiedergli il sostegno alle primarie regionali. Sacco si rivolge a Francesco Tipaldi, il direttore del Cara di Crotone e ordina: «Contatta tutti quelli della Misericordia, falli andare a votare per Callipo». Ora, nella stessa informativa (in parte anticipata dall’Espresso) si trova una lista di dipendenti della Misericordia. «Grazia Maria Arena, figlia del fratello del capo cosca, Annarita Corda figlia di Vincenzo alias Capu e porcu esponente del clan Nicoscia, Maurizio Pullano nipote del defunto capo dell’omonima cosca nota con l’appellativo tifuni» e così via.

Dopo le primarie, Sacco passa all’incasso con Callipo. È preoccupato che gli vogliono sfilare il suo business («Gianlu’, tengo la sfilata dei parlamentari del Pd nel centro, tutti che vengono per chiuderlo…Nico Stumpo, Enzo Bossio, hai capito?»), dunque chiede a Callipo di tutelarlo, procurandogli «un contatto diretto con i soggetti più vicini al premier Renzi». E il sindaco di Pizzo si mette a disposizione: «Mi devi dire tu con chi è meglio. O con lui direttamente (Renzi, ndr) o con Luca Lotti, con Guerini… Ok mò ci lavoro io, questa è una cosa che facciamo con piacere».

di FABIO TONACCI tratto da Repubblica