‘Ndrangheta e politica: per Gratteri c’è dappertutto ma non a Cosenza

Occhiuto con la scorta e la "iorda" (solo per intenditori)

Diversi nostri lettori mi hanno scritto in privato, chiedendomi il perché di quell’articolo su Gratteri, anzi contro Gratteri. Ho spiegato che la nostra non è una crociata contro il procuratore, ma una campagna contro la corruzione, e nello specifico di quell’articolo la difesa di un principio costituzionale che Gratteri denigrava. Quello che voglio dire, basandomi su dati concreti, è che Gratteri contro la corruzione dilagante che tutti conosciamo (amici e nemici) ancora non ha fatto nulla per restituirci quel poco di legalità necessaria per sopravvivere. Nonostante centinaia di convegni sul tema. E’ questa la mia critica. Alcuni hanno compreso altri no.

A chi non ha compreso pongo questa domanda: ma secondo voi è possibile che la ‘ndrangheta è presente ovunque, tranne che a Cosenza? E non mi riferisco ai compari con la coppola e la lupara, ma come dice Gratteri, alla ‘ndrangheta politica. Burocrati, politici, massoni deviati, professionisti, magistrati ed infedeli servitori dello stato, al servizio del malaffare. E’ questo che va dicendo Gratteri in giro per l’Italia. E’ stato lui a spiegarci che la ‘ndrangheta politica e più pericolosa della ‘ndrangheta “criminale”. E che non esiste più lo ‘ndranghetista classicamente inteso. Oggi la ‘ndrangheta, va dicendo Gratteri, la troviamo nei consigli di amministrazione e nei consigli comunali, nelle giunte, nei partiti, e nei vari enti pubblici, location preferita dalla nuova specie di ‘ndranghetista. Allora continuo a chiedere, se così è, dove sono ed operano questi soggetti? Seconda l’antimafia di Gratteri sono ovunque tranne che a Cosenza.

Facciamo un riepilogo dei luoghi dove siamo sicuri che la ‘ndrangheta politica vive e sguazza: Reggio e provincia non ne parliamo proprio, Vibo e provincia che te lo dico a fare, Crotone e provincia (più provincia che Crotone) manco a dirlo, Catanzaro è di fatto terra di tutti, Lamezia non la devi proprio nominare, commissioni d’accesso a na lira. E poi c’è Cosenza e la sua provincia: a Rende c’è la ’ndrangheta (caso Principe), a Castrolibero c’è la ‘ndrangheta (caso Greco), a Marano c’è la ‘ndrangheta, ad Acri c’è la ‘ndrangheta (caso Trematerra), a Cassano c’è la ‘ndrangheta, a Cetraro c’è la ‘ndrangheta, a Scalea c’è la ‘ndrangheta, dove ti giri giri c’è la ‘ndrangheta tranne che a Cosenza città. Vi pare possibile che le cosche cosentine fanno “accordi” con i comuni limitrofi senza mai “pretendere niente” dal loro comune natio, ovvero Cosenza?

Ecco, è questo che non torna nell’operato di Gratteri che nessuno vuole infangare. Ma se stiamo rigidamente al dato oggettivo, non si può prescindere dal dare del chiacchierone a Gratteri, che blatera, blatera, ma al dunque non ci arriva mai. Ed infatti giova ricordare che in tutta la sua carriera Gratteri non ha ancora arrestato nessuno che corrisponda alle caratteristiche da lui menzionate del nuovo ‘ndranghetista: non ha mai arrestato un politico corrotto.

Giorgio Ottavio Barbieri

Eppure su Cosenza il materiale non manca: pentiti, relazioni polizia giudiziaria, documenti, esposti, denunce, e tanta carta che canta. E a conferma del marcio che esiste sotto il tappeto della politica cosentina c’è lo squarcio che è stato aperto dalla DDA di Reggio con l’arresto dell’imprenditore Barbieri che lavorava per conto delle ‘ndrine reggine, supportate da elementi di spicco della malavita cosentina. Questa è roba che non ci inventiamo. Il più grande appalto della storia cittadina totalmente in mano alla ‘ndrangheta. Ma è come se nulla fosse accaduto a Cosenza.

Gratteri passa le sue giornate nei convegni e in tv a riempirci la testa di lotta a questa nuove forme di criminalità, esortando la gente a denunciare e a crescere culturalmente e poi, quando qualcuno lo fa, seguendo il suo consiglio, lui sistematicamente gira la testa dall’altra parte. Vi pare possibile una cosa del genere?

A voi che adorate Gratteri come fosse una icona sacra chiedo: come spiegate questo suo immobilismo sulla città di Cosenza che illustri suoi colleghi hanno definito la “lavatrice” di tutto il denaro frodato allo stato? Come spiegate il suo immobilismo di fronte a centinaia di determine di appalti spezzatino liquidate a ditte segnalate dalla prefettura come mafiose, senza neanche il benchè minimo rispetto formale delle procedure (e già questo basterebbe)?

Questa delle determine è una ricerca che tutti possono fare e confrontare, scorrete il nostro sito o buongiornocosenza (dove ci sono tutte le delibere) e verificate una per una le determine, non ci vuole una laurea.  Verificate se c’è il certificato di avvenuto lavoro, se è stata protocollata, se esiste il computo metrico, se ha rispettato la turnazione, se le fatture sono state pagate due o tre volte. Chiunque con un po’ di pazienza può fare questa verifica. E lo sa bene la Manzini. Di più uno che deve fare per Gratteri?

Spiegatemi voi di fronte a questo perché Gratteri tace.

Avrei potuto scrivere anche io un bell’articolo, accodandomi al coro, elogiando Gratteri e le sue capacità (che nessuno ha mai messo in discussione). Quanto è bravo Gratteri, quanto è bello Gratteri, come parla bene Gratteri, viva Gratteri, e compagnia bella… ma fin quando non mette in pratica ciò che dice e scrive, scusatemi ma io continuerò a dubitare della sua buona fede. Se fa finta di non vedere quello che succede a Cosenza, vuol dire che il suo scopo è altro dalla Giustizia. Almeno in questo caso. E se è in buona fede dica chiaramente che a Cosenza tutto ciò non esiste. Altrimenti faccia il suo dovere senza continuare a raccontare chiacchiere. (spero d’aver chiarito)

GdD