‘Ndrangheta, “Reventinum”: tra i reati contestati anche il sequestro dell’avvocato Pagliuso

Lamezia Terme – Alcuni fermati nell’operazione “Reventinum” coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale sono accusati anche di violenza privata e sequestro di persona ai danni dell’avvocato Francesco Pagliuso, ucciso in un agguato il 9 agosto 2016 a Lamezia mentre tornava nella sua abitazione su via Marconi. Il sequestro sarebbe avvenuto il 2012.

Per il delitto, nel 2018, è stato arrestato Marco Gallo, insospettabile 33enne lametino titolare di una società di consulenze. Per gli inquirenti, Pagliuso sarebbe stato ucciso da Gallo per una vendetta trasversale ed in particolare per la sua vicinanza a Domenico Mezzatesta, l’ex vigile urbano responsabile, insieme al figlio Giovanni, del duplice omicidio, avvenuto nel 2013 in un bar di Decollatura, di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, ritenuti vicini alla famiglia Scalise. Da qui si sarebbe innescata una spirale di sangue. I fermi hanno riguardato appartenenti alle famiglie Scalise e Mezzatesta.