‘Ndrangheta stragista: giudizio immediato per Graviano e Filippone

Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, Adriana Trapani, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, ha disposto il rito immediato nei confronti di Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, boss di Cosa Nostra e ‘ndrangheta, accusati di essere i mandanti degli attentati compiuti in Calabria contro pattuglie dei carabinieri tra il ’93 ed il ’94 che portarono alla morte di due militari, Antonino Fava e Giuseppe Garofalo, e al ferimento di altri militari, in diversi attentati sul territorio reggino.

L’inchiesta condotta dal pm Giuseppe Lombardo, oltre a incentrarsi sui fatti di sangue avvenuti in Calabria e sulla partecipazione della ‘ndrangheta alla strategia stragista ideata dalla mafia siciliana, riuscirà a sviscerare i rapporti, solidissimi, tra le due organizzazioni, nonché, ancora una volta, i legami della criminalità organizzata calabrese con mondi oscuri e sommersi come quelli della massoneria e dei servizi segreti. Nel carteggio messo insieme dalla Dda emergerebbero intense cointeressenze con la P2 di Licio Gelli, ma anche le presunte aderenze di uomini della ‘ndrangheta con il mondo delle Istituzioni, come nel caso dell’ex magistrato Giuseppe Tuccio. Circostanza questa, come molte altre, narrata dai collaboratori di giustizia escussi dal pm Lombardo nel corso di diversi anni d’indagine.

Dunque, le prove nei confronti di Filippone e Graviano sarebbero estremamente solide, tanto da poter bypassare l’udienza preliminare, con l’avvio del processo, fissato per il 30 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Reggio Calabria.

Fonte: Il Dispaccio