Nel M5S non c’è democrazia, solo ordini da eseguire (di Ivan Pastore)

Le amministrative sono scivolate via, unte come “i frittule ntra quadara” e la sensazione che lasciano al cittadino somiglia molto a quella provata da Maria Schneider nella scena cult de “L’ultimo tango a Parigi”, quel misto piacere/dolore che tanto appaga l’elettore all’ombra del Castello Svevo.

Esempio lampante di questa sub-cultura la lista del M5S imposta dal precettore in aspettativa Morra, con pratiche quali il voto palese e dichiarato davanti alle telecamere, che violano non solo le normali regole di buonsenso ma anche quelle fondanti della nostra Costituzione, come il voto segreto, poste proprio a tutela di chi vuole votare in dissenso dal gerarca del locale gruppo. Una iniziativa partita per evitare “cordate” ma finita per obbligare i votanti a seguire i “consigli” del precettore in aspettativa, pena la messa al bando con ignominia dalla possibilità di mettere “mi piace” ai suoi post.

Una barbarie che ha partorito un candidato sindaco già in pensione, che ha vissuto in quel “sistema” sfruttandone le maglie ed i contatti e che ora dichiara di voler combattere usando però un linguaggio tipico di chi, invece, ci si muove agevolmente e con familiarità, tanto da aver quasi timore di attaccare quel “sistema” a lui tanto caro. Una reverenza formale mascherata da finta educazione che la cittadinanza non gli ha perdonato.

Sono passati i tempi in cui si andava in Confindustria per un confronto tra candidati e si prendeva a pesci in faccia chi voleva costruire anche “nelle graste” (cit.).

Un fallimento su tutta la linea che alcuni “pasdaran” al soldo del precettore in aspettativa stanno già giustificando come una vittoria per il semplice fatto di aver avuto un risultato migliore di Ivan Pastore. Un ragionamento che però è manchevole di alcuni fattori imprescindibili:

– Ivan Pastore era realmente uno sconosciuto, un cittadino qualsiasi, ne più e ne meno di come lo è oggi, e nel 2011 quando si viaggiava intorno al 3% nazionale, il 2,25 era assolutamente in linea con il trend;

– l’obbiettivo minimo di questa tornata non era “fare meglio di Pastore”, anche perché non ci voleva tantissimo, ma entrare in consiglio comunale e mirare ad almeno 2 consiglieri, dopo che alle politiche del 2013 Cosenza risultò essere una delle città che rispose meglio alla furia destabilizzatrice del M5S con uno sconvolgente 33% che venne ripetuto anche alle Europee che portarono Laura Ferrara a Bruxelles;

maxresdefault– da Cosenza è germogliato il M5S che ha portato in Parlamento 6 eletti, una Parlamentare Europea e fino al 2013 punto di riferimento assoluto ed esempio per tutti gli attivisti calabresi, gruppo che oggi appare solo un pallido ricordo di ciò che era, impensabile quindi giustificare una debacle così palese e dirompente senza pensare a conseguenze per i fautori di questo fallimento.

Detto questo mi permetto di fare un appello ai pochissimi attivisti che, in queste ore, timidamente, stanno chiedendo riunioni e/o chiarimenti a chi, per tutta la campagna elettorale, non se li è filati nemmeno di striscio e che ora li sta accusando di personalismi e di alimentare faide: è il momento di tornare a fare politica sul serio e non secondo i diktat di chi non ha nulla di rivoluzionario, ma millanta solo amici nello “staff”, mostrando per l’ennesima volta la sua palese inadeguatezza e lontananza da quei principi che ispirarono uno sparuto gruppo di persone nell’ormai lontano 2007.

La dirigenza “occulta” rappresentata dai personaggi collusi col precettore in aspettativa ha un solo obbiettivo e cioè eliminare chi è ancora legato ad alcuni principi e si rifiuta di accettare quelli nuovi imposti da queste persone prive di scrupoli che sono caratterizzate dal fattore “fai quello che ti dico e non fare domande”.

Niente democrazia, nessuna trasparenza, riunioni per gruppi ristretti di fan, sostituzione della discussione sui problemi con slogan impostati e preparati altrove e visibilità degli eletti solo per chi è fedele. Una inaccettabile serie di abusi verso la persona, caratteristico segnale di un fascismo peculiare e non del movimento che ho sempre raccontato io come democratico e aperto.

Ivan Pastore

Già candidato sindaco M5S a Cosenza