Neonata morta dopo il parto, Child’s Friends: “Il diritto alla vita prima di tutto”

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L’associazione Child’s Friends interviene sul caso della neonata morta martedì a Cosenza: molti i nascituri e nati privati, in Calabria, del loro diritto alla vita.

Marilina Intrieri, presidente dell’associazione, ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, al Commissario per la sanità, ai direttori generali delle Aziende sanitarie calabresi e al Tribunale per i minorenni di Catanzaro. 

“Le morti di bambini al parto, o dopo la nascita, in Calabria – scrive Marilina Intrieri – si ripetono, da anni, con frequenza ed è più che mai necessario che le aziende sanitarie calabresi trasmettano, con regolarità, notizie degli accadimenti al SIMES – sistema informativo degli eventi sentinella -, per un corretto monitoraggio degli errori in sanità.

Sono comunicazioni obbligatorie ma, spesso capita, che gli ospedali calabresi non le facciano e ciò comporta una alterazione dei dati, nel sistema, istituito dallo Stato, per monitorare la tutela del diritto inviolabile alla vita, di cui all’art 6 della convenzione di New York.

Auspico che l’ufficio del commissario di Governo per il piano di rientro in sanità e la Regione Calabria procedano ai controlli sulla regolarità di tali comunicazioni da parte delle aziende sanitarie e strutture sanitarie. Autorizzate.

Marilina Intrieri
Marilina Intrieri

Il preambolo della Convenzione di New York statuisce che il bambino necessita di una protezione particolare, compresa quella legale appropriata, sia prima che dopo la nascita. Il nascituro è titolare del diritto alla vita e, quantomeno, titolare di una legittima aspettativa a nascere.

Il contratto di spedalità, che è intercorso tra la madre e la bambina, morta due giorni addietro, a Cosenza ha, anche, effetti protettivi in favore di terzi (la bambina).

Come tale, si impone l’obbligo per la struttura ospedaliera di non arrecare danni anche agli estranei al contratto.

La madre si era recata nella struttura sanitaria privata di Cosenza, clinica “Sacro Cuore”, giunta al termine previsto per la gestazione, in assenza di patologie rilevate. Come confermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte il nascituro (soprattutto in assenza di un corrispondente e conflittuale diritto della madre) risulta dotato di autonoma soggettività giuridica, poiché, sul piano sostanziale, risulta titolare di interessi personali in via diretta, anche in relazione agli artt.2 e 32 della Costituzione.

I genitori debbono sapere se la figlia sia stata violata nel suo diritto alla vita e si sono rivolti alle Autorità competenti.

Child’s Friends rammenta che il diritto alla vita, solennemente proclamato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, è diritto fondamentale e inviolabile, sul quale s’inseriscono tutti gli altri diritti umani riconosciuti dall’ordinamento”.