Nicotera, anche in Calabria come a Roma la ‘ndrangheta vola felice: lo sposo è il nipote di un boss?

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“Ormai in Italia tutto è concesso ed autorizzato.

Dagli inchini ai talk show nelle tv di stato; elicotteri ormai immessi nel mercato “criminale” per rendere omaggi alle esequie-show fino ai matrimoni in pompa magna.

Ma chi autorizza tutto questo?”.

Il membro della Commissione antimafia Mario Giarrusso (M5S) commenta così i fatti di Nicotera. 

Quello che è avvenuto giorni fa a Nicotera, in Calabria – continua -, è un fatto gravissimo che fa emergere, per l’ennesima volta, il lato oscuro della complicità di chi non poteva non sapere che il centro storico sarebbe stato chiuso al traffico per consentire agli sposi di volare felici e contenti.

Oggi presenterò un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere se il Ministro Angelino Alfano intende intervenire nell’immediato al fine di contrastare tali dinamiche di potere mafioso e, quali misure di intende avviare considerato che qualcuno al Comune di Nicotera ne era a conoscenza. Anche in Calabria – conclude il senatore Giarrussocome a Roma, la ‘ndrangheta vola felice e contenta“.

sposiGli inquirenti intanto sono impegnati in queste ore a visionare decine di filmati sui social network, ma soprattutto a ricostruire gli esatti legami parentali. Non è infatti loro sfuggito che negli atti della storica inchiesta antimafia denominata “Dinasty”, scattata nell’ottobre 2003 contro il clan Mancuso, si ritrova il nominativo di un omonimo dello sposo e precisamente di Antonio Gallone, oggi 80 anni, detto “U Pizzichiju”, a sua volta imparentato con Giuseppe Antonio Gallone, descritto come solito frequentatore del boss Pantaleone Mancuso detto “Scarpuni”. C’è anche chi dice che lo sposo sia il nipote del boss.

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La Procura, quindi, vuol vederci chiaro sino in fondo sull’accaduto, anche perchè il Comune di Nicotera è già stato sciolto due volte per infiltrazioni mafiose negli ultimi 15 anni e da qualche settimana è già partita alla volta del Ministero dell’Interno una terza relazione della Prefettura di Vibo che sintetizza gli esiti delle risultanze della Commissione di accesso agli atti nominata negli scorsi mesi per far luce su eventuali nuove infiltrazioni mafiose nella vita dell’ente.