Occhiuto e le ditte amiche: i buoni e i “cattivi”

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Finalmente è esploso il bubbone delle ditte amiche di Occhiuto. In questi giorni ne parla tutta la Calabria (e non solo) e il “mito” del buongoverno di Occhiuto è miseramente crollato, com’era inevitabile che fosse, visto che il tempo è sempre galantuomo.

Gli appalti-spezzatino del cazzaro sono diventati oggetto di discussione e, al di là della sempre più debole difesa del sindaco, indicano un quadro di malaffare e corruzione impressionante.

Se tutto questo verminaio finalmente è uscito fuori, è chiaro che ci sono delle primogeniture e non c’è dubbio che, a livello politico, come abbiamo già scritto più volte, ma com’è giusto ripetere, spettino di diritto a Sergio Nucci.

sergio nucciL’inventore del sistema Buongiorno Cosenza al quale tutti noi abbiamo generosamente attinto per sputtanare e smascherare il cazzaro.

A livello giornalistico, invece, è giusto assegnare il dovuto omaggio (abbiamo fatto anche questo ma in certi casi repetita juvant) a Camillo Giuliani, che è stato il primo a scrivere sulle colonne de Il Garantista lo schifo che si stava consumando a vantaggio di quel marpione di Tonino Scarpelli con le sue orribili luminarie ordinate dall’architetto despota. Una cagata pazzesca, ma che hanno prodotto soldoni sonanti a questa massa di truffatori. Per non parlare delle transenne di CMT, molto simili alle “vacche di Fanfani”.

La foto segnaletica di Antonio Scarpelli, titolare della Med Labor
La foto segnaletica di Antonio Scarpelli, titolare della Med Labor

Noi di Iacchite’, ci siamo messi in moto subito dopo Camillo più che altro perché abbiamo perso un po’ di tempo e siamo partiti solo a settembre. Ma quando siamo partiti, abbiamo scritto di tutto e di più sulla vicenda, restando inascoltati e provocando solo le “ansie” di quel truffatore di Occhiuto.

Enzo Paolini e il PD, con tutto il rispetto, hanno dormito serenamente e hanno coperto a più non posso queste magagne, disinteressandosi del “problema”, evitando di cavalcarlo come avrebbe fatto anche il più sprovveduto dei politici e decidendosi ad entrare in campo solo quando i buoi erano già scappati dalla stalla.

Leggermente meglio i Cinquestelle, che, bontà loro, si sono svegliati intorno al mese di dicembre, dopo che a settembre, invece di denunciare le schifezze, andavano ancora appresso al savoir faire di Gustavo Coscarelli (detto anche l’uomo a cavallo insieme al suo mentore Nicola Morra), che faceva finta di non vedere le vergogne di piazza Fera e degli affidamenti diretti senza denunciare i gravi reati che erano stati commessi.

marisa-manziniAnche il giudizio sulla procura di Cosenza lo conoscete già: immobilismo totale firmato Dario Granieri, spezzato, come da prevedibilissimo copione, solo quando quel buffone del procuratore se n’è andato dal Tribunale per raggiunti limiti di età. La Manzini? Bravissima a pettinare le bambole. Per il resto, stendiamo un velo pietoso. Altro che magistrato in trincea e soggetto agli attentati dei Mancuso. A queste balle possono credere soltanto i bonaccioni, quelli che danno ancora credito ad un (ex) poliziotto corrotto come il signor Lento.