Occhiuto e tutti i suoi malandrini

Mario Occhiuto e Dario Granieri
Advertising

In principio fu Franco Petramala, l’esperto uomo politico democristiano. E’ stato lui a far perdere… l’innocenza a quel malandrino di Mario Occhiuto. Un connubio che, tra il 1993 e il 1994, dava così nell’occhio che era davvero impossibile non vedere tutte le illegalità. Con una goccia, che poi fece traboccare il vaso: la morte di un operaio. Sì, perché Petramala nella sua qualità di numero 1 dell’Usl di Cosenza, dava decine e decine di appalti al giovane Occhiuto.

Ci fu finanche l’umiliazione della galera per il vecchio Petramala e il “bambino” Occhiuto.

Franco Petramala
Franco Petramala

L’accusa principale nei loro confronti era quella di “avere in concorso tra di loro, in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, intenzionalmente procurato all’Occhiuto, amministratore della SE.Co.P. srl, il vantaggio patrimoniale rappresentato dall’affidamento di lavori di manutenzione, per effetto della delibera di cui sopra, presso la USL n. 4 di Cosenza per lire 11 miliardi 518 milioni 140 mila 426 più lire 556 milioni 920 mila per complessive lire 12 milioni 074 mila 960.426, nel periodo di tempo compreso tra il 4 febbraio 1993 e il 31 gennaio 1994. Spettanze non dovute all’Occhiuto perché ingiuste, per essere detti lavori conferiti, eseguiti e pagati con violazione della normativa regolante la materia…”.

Andò a finire come finiscono tutte le cause nei confronti dei potenti: prescrizione. Eh sì, perché assolverli non era proprio possibile. Neanche per una procura corrotta come quella di Cosenza.

soldi

PALAZZO DELLA SANITA’

Forte di un’impunità a prova di… procuratore (all’epoca c’era ancora quella mummia di Serafini al quale siamo anche riusciti a intitolare una via), l’ancora giovane Occhiuto, per compensare le spese relative all’aggiustamento del processo, si tuffa in un’altra storia incredibile, quella del Palazzo della Sanità. Un Palazzo che non ha mai visto la luce ma che gli ha fruttato un bel gruzzoletto di soldi per il suo “progetto”.

In questo caso il suo compagno di merende era Tonino Gatto, il mitico re della Despar, con il quale poi (ma lo vedremo più approfonditamente nel capitolo dedicato alla comunicazione) darà vita all’esperienza di Teleuropa Network. Allora presero i soldi, scapparono e Mario si buttò nell’editoria. Che bello!

MADAME FIFI’

enza vampira

Finiti gli splendidi anni Novanta, Occhiuto il malandrino comincia a puntare più in alto e stringe un feeling eccezionale (per usare il solito eufemismo) con Enza “Madame Fifì” Bruno Bossio, che lo inserisce nei grandi giri e gli fa capire che, prima o poi, anche lui dovrà buttarsi in politica. Soprattutto perché tutti i soldi usciti fuori tra Secop e Palazzo della Sanità sono stati letteralmente dilapidati con iniziative imprenditoriali fallimentari.

Nel frattempo, i tempi sono diventati maturi per fargli provare la carta della candidatura a sindaco. Con l’appoggio dei Gentile, con i quali Mario il malandrino però non è mai andato di… pelo.

CORRADO CLINI E SIGNORA

Ma Mario è soprattutto un architetto e sa bene che gli architetti, trovando i canali giusti, possono macinare soldi a palate. E così il suo “Virgilio” ad alti livelli diventa un altro traffichino di serie A, Corrado Clini.

Clini ha governato il ministero dell’Ambiente, anche nella funzione di direttore generale, per oltre 25 anni nei quali cui Clini è stato spesso il vero ministro gestendo progetti di bonifica e cooperazione per miliardi di euro.

Clini, tra le altre cose, ha una società che si chiama Dfs. Lavora moltissimo in Cina. Sì, perché in Oriente Corrado è conosciutissimo: ha incarichi e consulenze con università e istituzioni cinesi. D’altronde coi fondi del suo ministero, i cinesi hanno costruito il loro ministero dell’Ambiente. A Shanghai, invece, c’è il padiglione italiano e altri progetti italiani del “Sino-italian cooperation program” si ritrovano un po’ in tutta la Terra di Mezzo.

Mario Occhiuto con quel galantuomo di Corrado Clini
Mario Occhiuto con quel galantuomo di Corrado Clini

“… Il suo progettista preferito è l’architetto Mario Occhiuto – scrivono i “biografi” di Clini -, con studio a Roma, Pechino e Cosenza, città di cui è sindaco dal 2011 e che governava fino a ieri con l’assessore all’Ambiente Martina Hauser, compagna di Clini (che in città si vedeva spesso, da ministro persino a inaugurare il canile)…”.

Tra i progetti più importanti realizzati da questa società per conto del ministero dell’Ambiente appare, quindi, anche la costruzione della sede dell’omologo dicastero cinese di cui Mario Occhiuto è stato il progettista.

Report di Milena Gabanelli ha scavato a fondo. Luca Chianca, il giornalista che ha ricostruito il sistema Clini, ha sottolineato come il sindaco Occhiuto, appena eletto, nomini ad assessore all’Ambiente, Martina Hauser, moglie dell’ex ministro nonché anche socia in molti affari dello stesso Clini. «Con Martina a Cosenza – evidenzia Chianca – arrivano anche 450mila euro dal ministero e tra i diversi incarichi spuntano le società che formano la Dfs».

RANGO, LAMANNA E FOGGETTI

Ormai Occhiuto è lanciatissimo ed è da sindaco che si specializza nella frequentazione di “malandrini” ad alti livelli. Ufficialmente perché quei “cattivoni” delle cooperative lo minacciano, ma nei fatti perché deve sdebitarsi nei confronti di personaggi che, tra il primo turno e il ballottaggio, gli hanno fatto battere quel bonaccione di Paolini. Parliamo di signori come Maurizio Rango, Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti. Che faranno anche tanti bei “servizietti” esclusivi per Mario, diventato ormai “malandrino” a grandi livelli.

Giacomo Fuoco
Giacomo Fuoco

GIACOMO FUOCO

E che dire del suo caposcorta, il mitico Giacomo Fuoco? Al di là della sua disavventura con la prostituta nell’area parcheggio dell’Hotel Le Sirene di Gizzeria, Fuoco ha anche una grande nomea di “sceriffo” più che di malandrino, perché è sempre pronto a menar le mani (in 6 contro uno!) contro chi osa sfidarlo. E in più emette assegni a vuoto che è una bellezza. Facendosi pagare le cause personali dal Comune. Per non parlare della sua altrettanto leggendaria associazione, la GNAT, foraggiata alla grande dal sindaco.

ALESSANDRO RUBINO E GLI AFFIDAMENTI DIRETTI

Occhiuto sindaco ha persino riallacciato i rapporti con una vecchia conoscenza, quell’Alessandro Rubino con il quale era socio in Secop e che adesso gestisce l’impresa Alvir, che ha più di una corsia preferenziale nei suoi ormai leggendari affidamenti diretti.

E sembra essere in proficui rapporti, forse anche d’affari, con altri titolari di imprese. Tutto materiale al vaglio della procura di Cosenza, che l’ha acquisito in diverse sessioni (chiamiamole così) all’ìnterno del Comune.

MED LABOR

Di Antonio Scarpelli, il deus ex machina di Med Labor, le luminarie insomma, abbiamo scritto così recentemente che non ce la sentiamo di infierire sulla questione dello spaccio di droga. Né tantomeno ci interessa approfondire il seguito della sua vicenda giudiziaria.

vigna

VIGNA E IL FALLIMENTO DI TESI

Finanche il suo vicesindaco Luciano Vigna sta subendo un processo per il fallimento di Tesi, la mostruosa creatura finale di tutto il saccheggio dell’informatica. Il classico processino contentino nel quale sono finite soltanto le teste di legno e non i veri responsabili politici. Tra l’altro tutti amici di Occhiuto.

Ce n’è abbastanza per delineare un quadro a tinte fosche della gestione della casa comunale. Oseremmo dire per tutti i gusti del malaffare e della corruzione. Con il beneplacito totale degli amici di Occhiuto in procura, in prefettura e nelle forze dell’ordine. Dei quali ci siamo già occupati tante volte.

Altro che casa della legalità e della trasparenza.