Occhiuto indagato a Roma: Pignatone non è Gratteri

Gratteri e Pignatone: uno chiacchiera, l'altro fa...

Ha ragione Occhiuto, l’avviso di chiusura indagini da parte della Dda di Roma che lo vede imputato, insieme ai suoi amichetti di un tempo Clini e Hauser, è roba vecchia. Storie che appartengono al passato e che Occhiuto aveva cancellato dalla sua memoria. Errori di gioventù. Chi non ne ha commessi? Erano i bei tempi romani quando, tra una coppetta di sciampagna e na mazzacorda, Occhiuto, pieno di debiti fino al collo e con decine di fallimenti societari sul groppone, decideva di rivolgersi al mago dell’intrallazzo, conosciuto attraverso i suoi contatti clericali romani, Clini. La speranza era quella di essere preso nella banda, cosa che avverrà, l’unica cosa che gli era rimasta da fare per cercare di attagnare la sua pesante situazione economica.

Nasce così un’amicizia destinata a durare nel tempo (fino all’arresto di Clini) e i due, da subito in sintonia, progettano grandi cose. Occhiuto è in possesso di tutto quello che serve all’allora ministro Clini per porre in essere un mega intrallazzo di decine e decine di milioni di euro. Roba tra l’Italia e la Cina. Occhiuto porta in dote alla diabolica coppia Hauser/Clini: società fittizie dove far circolare il denaro e poi farlo sparire, la sua fresca elezione a sindaco, una condizione che avvantaggia l’intrallazzo, e soprattutto si è adoperato per mettere in piedi una fabbrichetta di mattoni nella zona industriale di Rende. Mattoni che serviranno per pavimentare alcune piazze in Cina. Fabbrica costruita con denaro pubblico che, esaurite le commesse cinesi, è subito fallita. Ovviamente i denari ricavati dalla vendita dei mattoni in Cina non si sono mai trovati. Ma che vuoi che sia, robetta di gioventù. Che vogliamo fare, un processo per questo?

Il trio va alla grande – nel mentre Occhiuto per meglio sancire il sodalizio criminale, assume come assessore la Martina Hauser, complice di tutti gli intrallazzi di Clini prima, e di Occhiuto poi – e i rapporti coi cinesi ancora meglio, i denari arrivano e subito vengono imboscati tra la Svizzera e la marea di società fittizie di Occhiuto, intestate ad altri. Infatti, la Dda guidata dal dottor Pignatone, accusa Occhiuto di aver fatto parte, attivamente, di una associazione a delinquere transnazionale, di corruzione, abuso di ufficio, concussione e riciclaggio a cui questa associazione sarebbe dedita. Il sindaco Occhiuto vi avrebbe partecipato usando la sua carica istituzionale come contropartita a propri affari privati, sempre secondo la Dda di Roma. In una parola: intrallazzava che è la cosa che gli riesce meglio.

Un’accusa che proprio acqua fresca non è, ma è una cosa del passato, quindi non vale niente. Ed è giusto che sia così, se fosse successa ieri, o oggi, allora sarebbe stata un’altra cosa. Ma è roba vecchia. Anzi qualcuno dovrebbe chiedere scusa ad Occhiuto: colui il quale ha tirato fuori questa storia del passato. Tra l’altro arrivata quasi a prescrizione. Ma Pignatone non è Gratteri. E mi sa che il passato, sempre Pignatone, non se l’è scordato. E questo non va bene.

Qualcuno ricordi a Pignatone che è una storia vecchia, e per questo va cestinata. Si sa che contro Occhiuto esistono diversi complotti e che contro di lui si muove un potere forte che impedisce l’insabbiamento dei procedimenti a suo carico, e sono tanti. E questo non è giusto. Una procura seria come quella di Cosenza o come la Dda di Catanzaro una cosa del genere, quella di tirare fuori reati del passato, non l’avrebbe mai fatta, perché non è costume delle nostre procure indagare sindaci per reati commessi nel passato e neanche per quelli del presente. Qui siamo persone civili, qui non si indaga un Occhiuto per qualche piccolo errore di gioventù. Esiste un codice preciso e un galateo istituzionale che tutti rispettano: gli amici degli amici godono, sempre e comunque, di impunità. Una regola sempre rispettata. Nessuno ha mai osato violarla, perché è così che si comporta una procura seria. Ma non tutti i giudici sono gli stessi. E Pignatone evidentemente non conosce queste regole.

Ma il danno per Occhiuto non consiste solo nell’aver fatto uscire la notizia della chiusura indagini sul suo conto, fino ad oggi sapientemente nascosta (c’è differenza tra una notizia già data, e quindi vecchia, e una notizia nascosta), la sua vera rovina è che da oggi in poi non potrà dare più del delinquente a nessuno ( n particolare a quelli che lo criticano) perché, se c’è uno che da oggi possiamo definire un delinquente indagato (associazione a delinquere la principale accusa), quello è proprio lui. Occhiù conzaticci, u delinquenti fino a prova contraria, all’oggi, sei tu.