Occhiuto ineleggibile: il commissario manda tutto ad Alfano

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Le nostre indiscrezioni di stamattina sono state confermate.

La risposta del commissario prefettizio Angelo Carbone è arrivata sui tavoli delle istituzioni, dalla Prefettura al Ministero dell’ Interno e al Ministero della Giustizia.

E’ evidente che non può essere il commissario a sbilanciarsi sulla ineleggibilità o meno del candidato sindaco Occhiuto alla luce dei suoi contenziosi che vedono il Comune citato in giudizio come terzo pagatore. Ma il commissario, nella sua relazione, spiega con dovizia di particolari la vicenda e, di conseguenza, conferma che Occhiuto è a grave rischio ineleggibilità.

Carbone pertanto, pur non potendosi assumere la responsabilità di una decisione, non può far altro che affidare «per la valutazione di comportamenti omissivi sulla dichiarazione di terzo e sugli obblighi del custode, tutta la documentazione acquisita alle autorità preposte ai controlli sugli atti ed attività degli enti locali».

Nei prossimi giorni è attesa a Montecitorio la risposta del ministro dell’Interno. Se non arrivasse prima del 5 giugno saremmo alla follia.

Nella sua relazione, Carbone ricorda cosa prescrive la legge e cioé “che un soggetto non può ricoprire la carica di sindaco se ha un debito liquido ed esigibile ed è stato messo in mora”. E Occhiuto ci ricade in pieno. Il Comune di Cosenza ha, infatti, il ruolo di terzo pignorato o pagatore in alcuni procedimenti esecutivi.
“Tali procedure – scrive il commissario – comportano il pignoramento esclusivamente delle somme dovute dal Comune al sindaco esecutato e cioè indennità e trattamento di fine mandato”.
Soldi che Occhiuto ha già intascato e che, dopo il riconoscimento del creditore ad avere quanto gli spetta, dovrà sborsare il Comune.
Carbone scrive quindi che il Comune è terzo pagatore nei due procedimenti che vedono come creditori di Occhiuto le società “Eurostands” e “Fimmi”. E poi ancora quelli che vedono Occhiuto debitore nei confronti di “Porsche Financial Service Italia”, “Eiffel Building System” e “Miele Mas”. Infine, l’ormai famosa cartella da 1milione 777mila euro di Equitalia. 
Adesso toccherà al ministro Alfano l’ultima parola su Mario Occhiuto. E sono in molti a prevedere che la sua decisione sarà particolarmente condizionata dal Cinghiale, suo sodale di partito. Non ci vuole un indovino o un profeta per capirlo.