Occhiuto, la Social Card e i lecchini di professione

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Vogliamo fare una prova? Con annessa scommessa. Mettiamo alla prova la sincerità di Occhiuto.

Cerchiamo di capire, da questo esperimento che sto per proporvi, quanta sincerità c’è nelle sue parole. Per l’esperimento, ho bisogno che si presti al doppio gioco un lecchino professionista di Occhiuto. Non dovrebbero esserci problemi a trovare un doppiogiochista tra le sue fila, tanti ce ne sono.

Questo lecchino professionista dovrebbe prestarsi a recarsi dal sindaco, nella seconda fase dell’esperimento, con una richiesta che poi vi dirò. Senza che il sindaco sia a conoscenza di questo nostro accordo. Dunque, non fategli leggere neanche questo articolo.

Acquisita questa figura, mi spiego meglio e vado per ordine: a seguito del lancio della Social Card per le persone in difficoltà economiche, il sindaco Occhiuto ha pronunciato una delle frasi più belle che un Politico (con la P maiuscola) possa pronunciare: richiedere questi soldi è un vostro diritto, basta con i mmasciatari, e i favori. Se Occhiuto pensa davvero questo, e lo dice con sincerità, divento anche io un suo sostenitore. Ecco perché voglio fare la prova. Voglio essere sicuro.

Perché questa frase è bellissima, illuminata, degna di un vero statista, di un innovatore, di un vero e sincero democratico. Una espressione alta della Politica intesa come servizio alla comunità. E se Occhiuto è davvero così io voglio stare al suo fianco.

buffoneMa andiamo avanti. Ovviamente nel lanciare questa iniziativa che sostanzialmente non risolve niente a nessuno, Occhiuto si è dimenticato di dire che la Social Card è promossa dal governo. Il Comune di Cosenza non c’entra niente, e non caccia un euro. Raccoglie solo le domande e basta. Le valutazioni le fa l’INPS.

Bisogna avere dei requisiti specifici per accedere alla social card, e  viene assegnata in base ad un punteggio minimo di 45 punti. Che si ricavano da una tabella stabilita, all’interno della domanda, dove il punteggio è assegnato sulla base della composizione del nucleo familiare e dalla “combinazione dei bisogni”. Cioè: se hai reddito zero e tre figli minori a carico di cui uno con disabilità, è chiaro che prendi il massimo dei punti riservati a questa voce.

Come può capitare che hai tre figli minori a carico ma superi di 100 (ma anche di 200) il reddito mensile stabilito dal bando che è di 600 euro mensili, e non arrivi a totalizzare i 45 punti, dunque niente social card.

E’ chiaro che non c’è differenza tra le due famiglie prese in esame. Entrambe hanno problemi ad andare avanti. Magari la prima un po’ di più. Ma siamo lì.

Ecco, prendiamo questa famiglia bisognosa esclusa per 100 euro di reddito in più, e mandiamola dal sindaco a chiedergli, vista la sua esclusione dalla social card, un aiuto, data anche l’evidente necessità di questa famiglia. Mantenere 3 figli con 6/700 euro al mese, è roba da eroi. E’ chiaro che siamo di fronte a dei poveri.

Bene, io scommetto che il sindaco risponde così: mi dispiace ma non ci sono soldi. Il giorno dopo aver mandato questa famiglia a chiedere un aiuto al sindaco, ed aver ricevuto questa risposta, mandiamo il lecchino professionista che abbiamo acquisito all’inizio dal sindaco a chiedergli di finanziare, per 14 mila euro, questo o quel progettino.

Mi ci gioco tutto quello che ho, cioè niente, che i soldi escono.

Facciamo questo esperimento e vediamo se le risposte sono quelle che dico io. A provare non ci perdiamo niente.

Ah, dimenticavo, se l’esperimento va tutto liscio, nel senso che riusciamo a metterlo in atto in tutte le sue fase, e sgamiamo ad Occhiuto che non è sincero quando parla, scommettiamo che risponde così: sono voci di spesa diversa. Le sue si possono finanziare quelle dei poveri no. Altrimenti andrebbe contro legge. E Occhiuto si sa che è rispettoso della Legge.

GdD