Occhiuto rompe il patto di omertà: è guerra tra i clan politici

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Finalmente l’ha capito, bravo: è così che si fa. Ce n’è voluto, ma alla fine ce l’ha fatta. Si è armato di coraggio ed ha urlato al mondo tutta la sua rabbia. Ha superato un limite che nessun politico prima di lui, a Cosenza, aveva mai superato: se la sta cantando regolare con tanto di NOMI e COGNOMI, così come gli avevamo suggerito noi.

Se solo penso a tutto il repertorio di maliparoli, aggettivi pesanti, maleducazione, tamarria che ho dovuto usare per portarlo a questo punto, mi vena a frevi a 40. Una fatica che non ti dico. Sono stati giorni duri per me: trovare ogni giorno nuove parolacce, ignoti aggettivi e moderne invettive da scagliargli addosso non è cosa facile come sembra, specie per uno come me che, di epiteti, ne fa un grande uso. Il rischio di ripetere sempre lo stesso turpiloquio è concreto quando gliele hai dette proprio tutte. Ho passato mattinate a scervellarmi con ricerche per trovare sinonimi. Provateci voi e poi mi dite se è facile. Ma pare che questa mia frenetica ricerca sia destinata a fermarsi perchè Mario Occhiuto ha deciso di vuotare il sacco e portare la discussione “politica” a livelli pesanti. 

Poco meno di 9 ore fa Mario ha lanciato su FB un post che è una vera e propria dichiarazione ufficiale di guerra ai suoi avversari. E lo fa nel modo che non ti aspetti: chiama in causa direttamente i pezzotti storici dell’ intrallazzo politico/massonico/mafioso a Cosenza, avversi alla sua paranza: Incarnato, Adamo, Citrigno. I tri da chiazza. Anzi i dua da chiazza, perché Incarnato, che non può certo fare la verginella, va detto che in soldoni è sempre stato il prestanome di Nicola. Un po’ come Potestio con Occhiuto.

Come prova dell’intrallazzo a suo danno da parte del trio, Occhiuto, pubblica una foto, tipo servizi segreti, dove non si capisce niente, sostenendo di aver “fermato” l’istante in cui il trio complottava illecitamente alle sue spalle. Nello specifico: la sfiducia. Per la prima volta un boss politico del calibro di Occhiuto infrange un regola sacra tra marpioni (anche avversari): mai fare nomi e cognomi. E che nomi!

La foto rappresenta bene la clandestinità  dell’incontro e come funzionano le cose da noi. Anche se le figure non sono chiare state certi che sono loro, altrimenti Occhiuto non l’avrebbe mai pubblicata.

Nicola Adamo e Citrigno assieme, di cosa possono parlare secondo voi? Dei pensionati che non arrivano alla seconda settimana? Della gente buttata a terra nelle corsie degli ospedali? Dei disoccupati? E’ chiaro che parlano di reati. Adamo e Citrigno sono tra i più pericolosi criminali della città. Sono l’impersonificazione, al pari di Occhiuto, della ‘ndrangheta che si è fatta classe dirigente ed imprenditoriale. Altro che Rango/zingari.

Ogni qualvolta si incontrano state certi che tramano sempre qualcosa di illegale a danno dei cittadini. Due delinquenti matricolati.

Ma Occhiuto non si ferma solo a fare nomi, rompendo il sacro patto di omertà, annuncia anche un importante passaggio societario all’interno della Sorical. Si canta che il socio privato che ha messo gli occhi sulla Sorical e che dovrebbe entrare al posto dei francesi, è proprio quello strozzino di Citrigno.  E che zio Nicola gli sta facendo la strada. Così potranno finire di spolparsi quel poco che rimane della Sorical, e dell’acqua ai cittadini chi se ne frega. Sarebbe interessante capire chi ha fatto questa foto e quando è stata fatta. E come Occhiuto ne è venuto in possesso.

Ricordo una conferenza stampa di Occhiuto dove, a seguito della pubblicazione sul nostro sito di una foto che ritraeva Potestio e il PM Cozzolino  a spasso per la città, ebbe a dire: in questa città non sei più libero di camminare con un amico che il giorno dopo corri il rischio di trovarti sbattuto in prima pagina accusato di chissà cosa. Aggiunse: chissà da dove arriva quella foto?

La forte sparata di Occhiuto di oggi è il segno evidente che il loro potere sta crollando. Ben si guardavano fino a poco tempo fa di lanciarsi accuse reciproche a questi livelli. Si ricattavano sottobanco l’un l’altro agitando gli altrui scheletri, e sempre lavando i panni sporchi in famiglia. Ma il fiato sul collo, il percepire la fine, l’ansia, le mie maliparole, lo hanno costretto a lanciare un forte avvertimento ai suoi ex amici che ora sono nemici, come prima mai aveva osato: attenti che muore Sansone con tutti i Filistei.

Quella in atto altro non è che una guerra tra bande politiche/massoniche di stampo ‘ndranghetistico per il controllo degli affari in città che significa avere anche il controllo totale delle istituzioni. Non esistono i buoni in questa guerra.

Certo è che le gravi accuse, questa volta con tanto di nome e cognome, lanciate da Occhiuto non resteranno “inascoltate” e qualche risposta allo stesso livello arriverà.

Il clima, ragazzi, è cambiato, e alcuni schemi sono saltati, una occasione unica per chi crede alla Giustizia, alla Libertà, alla Politica, per incunearsi tra i “contendenti” ed impedire, costi quel che costi, che scalzato un mafioso ne arrivi un altro.

GdD