Occhiuto, viale Parco-Mancini e i “magnifici sei”

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Cambiare idea su qualcosa di cui fino a poco tempo prima eravamo sicuri, è sempre sinonimo di intelligenza. Chiunque metta sempre in campo la volontà di rivedere alla luce di “nuovi elementi” le proprie convinzioni, è di sicuro uno che nella vita si sa muovere con senso critico e spirito costruttivo.

Sempre che il ripensamento sia sincero e basato su dati empirici. Perché se il cambio di idea dovesse derivare da altri fattori quali interessi di parte, bustarelle farcite e corruzioni varie, più che di intelligenza in questo caso si deve parlare di becero opportunismo.

Ma come si fa a distinguere chi cambia idea perché sincero da chi non lo è? Facile, basta prendere ad esempio il solito Occhiuto, che quando gli serve il consenso dice quello che la gente vuole sentirsi dire, per poi “decidere”, a consenso ottenuto, a seconda dei suoi interessi del momento.

Perché non dobbiamo dimenticarci che Occhiuto è uno pieno di debiti e di guai giudiziari, e dunque resta sempre una persona ricattabile. Chi sta nelle sue condizioni difficilmente può dirsi un uomo libero.

La prova sta nel cambio repentino di idea sulla metro leggera che dovrebbe sorgere su viale parco. Durante la campagna elettorale e anche prima, ha sempre sostenuto il suo no alla metro leggera per come è stata concepita, dimostrandosi fortemente contrario allo “sventramento” di viale Parco-Mancini. Proponendo anche tracciati alternativi.

Progetto metro leggera CosenzaTipo il “recupero” del vecchio tracciato ferroviario. Ma restando fortemente contrario al progetto appaltato. Oggi, invece, attraverso il suo solito arzigogolo cambia idea, e si mostra disponibile con Oliverio e tutto il PD (gli unici che vogliono questa inutile opera) a rivedere le sue “posizioni”. E per giustificare il suo cambio di idea ed intortarsi cittadini e ambientalisti si dice favorevole allo sventramento di viale Parco-Mancini purchè il percorso della metro diventi un parco. In sostanza dice: sono d’accordo se piantate un po’ di alberi.

Ora vi chiedo: si può cambiare idea nei riguardi di questa opera che prima non voleva su viale Parco-Mancini per evitare lo sventramento proponendo un percorso alternativo, solo in cambio della piantumazione di un po’ di alberi?

Ognuno liberamente può farsi la propria idea. Per me non è un cambio di idea sincera, e ve lo spiego: l’opera “metro leggera” è stata già appaltata e i lavori vuoi o non vuoi quanto prima dovranno iniziare. I lavori sono stati affidati alla “Cooperativa Muratori & Cementisti (Cmc) di Ravenna”, che si è aggiudicata la commessa dalla Regione Calabria di circa 98 milioni di euro per la progettazione esecutiva e la realizzazione della metro leggera che collegherà Cosenza con Rende e l’Università della Calabria (Unical).

L’appalto sarà cogestito con la spagnola Caf Sa che gestirà la fornitura e messa in esercizio di tutto il materiale rotabile e delle relative prestazioni progettuali.

La torta è grossa, e dalla realizzazione di questa opera dipende anche la realizzazione del “prosieguo” del tracciato in direzione Catanzaro.  La metro Cosenza- Catanzaro. Altri centinaia di milioni di euro, altra opera fortemente voluta dal PD. E qui, qualche vecchio marpione del PD ha chiamato Occhiuto e gli ha detto: Occhiù tu sei già inguaiato di tuo, e fino a mo’ abbiamo appattato tutto. Ma se rompi le scatole sui lavori della metro che devono partire, si può sempre fare una telefonata a qualcuno della DDA e recuperare qualche verbale di pentiti e diffonderlo.

Magari lo facciamo arrivare alla redazione di Iacchite’. Oppure si può sempre dare il via libera al GIP per firmare le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei suoi sodali Potestio, Cucunato, Pecoraro.

Ma Occhiuto, che non ha mai avuto problemi a svendersi il patrimonio pubblico per appararsi i fatti suoi ha “preteso” in cambio qualcosa. Che il marpione del PD non ha avuto problemi ad accettare.

Occhiuto ha chiesto ed ottenuto che la progettazione del nuovo ospedale di Cosenza venga affidata al suo “studio”. Uno studio nuovo, perché quelli di prima sono tutti falliti, che sta aprendo a Roma. E’ chiaro che il patto è andato a buon fine. Infatti Occhiuto ha iniziato la campagna stampa per far coddrari la “novità” a chi lo ha votato.

spataro occhiutoMa c’è qualcuno che non ci sta e sono i sei consiglieri di maggioranza – Francesco De Cicco, Sergio Del Giudice, Michelangelo Spataro, Davide Bruno, Francesco Spadafora, Antonio Ruffolo – che chiedono al sindaco di mantenere ferma la posizione sulla metro concordata in campagna elettorale ed inserita nel programma  di questa consiliatura.

I sei hanno capito la manovra di Occhiuto, che oltre a tirarsi dentro Cipparone e Malizia, ha avuto anche rassicurazioni dal PD che non mancheranno i voti in consiglio all’occorrenza, ed il rischio per loro è di rimanere fuori da tutto.

Occhiuto, che conosce i suoi polli, sa anche che di quei sei, uno al massimo due possono dargli realmente fastidio senza però mettere a rischio i numeri. Sa come tenere per le palle gli altri.

Ma davvero c’è qualcuno che solo per un secondo pensa che uno, come ad esempio Davide Bruno, possa far mancare il suo voto ad Occhiuto? Oppure Michelangelo Spataro, o a ‘Mmasciata?

Guagliù ca nua simu i Cusenza. Nemmeno se li vedo con gli occhi miei ci credo. Quello dei sei è solo un servile tentativo di preghiera a capo china ad Occhiuto, mascherandolo da guerra, affinchè conceda anche a loro qualche briciola.

Cosa che Occhiuto sa bene, come sa bene che se li può vendere al mercato ppe mazzi i garofani, quando vuole. Quello che serve adesso ad Occhiuto è chiudere tutti gli accordi per programmarsi i suo futuro e apparrarsi guai e debiti, e non può certo essere un De Cicco qualsiasi a mettergli i bastoni tra le ruote. Al Comune comanda Occhiuto e basta. Del resto, se i magnifici sei sono sinceri e decisi alla battaglia, come dicono, lo vedremo tra poco.

GdD