Occhiuto&Oliverio stanno trasformando Cosenza in una Disneyworld illegale

Nella lunga lettera della senatrice Corrado all’architetto Banchini, Direttore Generale del Mibac Servizio V “Tutela del Paesaggio, si chiedono molte cose sconvolgenti a proposito di praticamente tutte le Grandi Opere realizzate o da realizzare a Cosenza:
-Ponte di Calatrava
-Planetario
-Parco acquatico
-Parco delle Scienze
-Demolizione dell’ex Jolly
-Costruzione del Museo del Nulla-Alarico
-Rifacimento degli argini dei fiumi con le macerie dell’abbattimento dell’ex Jolly
-Metro leggera

Mancano solo l’orrenda colata di cemento di Piazza Fera e l’incredibile restauro del Castello, oltre, naturalmente, a tutte le piazze e piazzette sparse per tutta la città.

Cosa chiede, in sostanza, la Corrado al Direttore Generale del Paesaggio del Mibac, architetto Banchini? Chiede se corrisponde al vero che tutte queste opere, come sembra da una sua prima ricognizione iniziata dall’assenza di parere definitivo per la costruzione del Museo del Nulla-Alarico, sono prive di autorizzazione paesaggistica e, persino, della VIA, una cosa che anche un geometra che fa un progetto per coprire con una tettoia un terrazzo farebbe per prima. Come è possibile che tutte, ma proprio tutte, non abbiano le necessarie autorizzazioni previste per legge? Nemmeno la metro leggera? Neanche la più grande impresa edilizia italiana, la Cooperativa CMC, ha un geometra che chieda, almeno, la VIA? Neanche la Regione?

Ma ecco il testo integrale della lettera di Margherita Corrado all’architetto Banchini. 

Gent.mo arch. Banchini,
dopo averle accennato per le vie brevi quanto segue, con questa nota faccio interamente miei e nel contempo Le segnalo in modo ufficiale i tanti dubbi che i cittadini di Cosenza, sapendomi calabrese, membro della Commissione 7a “Cultura” del Senato e impegnata ‘da sempre’ in materia di beni culturali e paesaggio, mi hanno manifestato ripetutamente da marzo in qua.
In sintesi, tutti lamentano il fatto che il sindaco Occhiuto sembra voler trasformare Cosenza in una sorta di Disneyworld e nessuna Istituzione lo ha contrastato o dimostra di volerlo fare, SABAP compresa.
Mi scrivono preoccupati che, per quanto noto, in relazione al Progetto di riqualificazione lungo il Fiume Crati – da Vaglio Lise al Centro Storico, diviso ad arte in diversi sotto-progetti:1) manca l’autorizzazione paesaggistica per il Planetario (realizzato), in futuro raggiungibile dal ponte di Calatrava grazie ad un ponte pedonale che si originerà all’uscita del primo e poserà su una collinetta artificiale utile ad annullare il salto di quota;
2) mancano regolari autorizzazioni (e persino la VIA) per lo stesso ponte di Calatrava (realizzato);
3) mancano l’autorizzazione paesaggistica e la VIA per la metro leggera su rotaie (da realizzare);
4) si vorrebbero gettare nel fiume sottostante, servendosene come protezione idraulica, le macerie dell’ex Jolly Hotel e futuro Museo di Alarico, una volta demoliti i tre piani ‘di troppo’, e realizzare a ridosso della riqualificando confluenza Crati-Busento un parco acquatico anch’esso tutto da autorizzare, con diga mobile per creare un invaso ‘navigabile’.

Mi permetta di condividere con Lei l’impressione che la lettura del QTRP Calabria possa generare molte e fondate perplessità rispetto a quanto sopra. Riporto, a seguire, uno stralcio specialmente interessante.
L’Art. 7 punto C statuisce che “nelle aree definite come intorni ai sensi del presente si osservano le seguenti prescrizioni:
Perimetrazione:
a) La Regione, in sede di redazione dei Piani Paesaggistici d’Ambito, individua e perimetra i suddetti “intorni” dei beni paesaggistici da sottoporre a specifica disciplina di tutela e conservazione secondo i seguenti criteri:
1)continuità con le caratteristiche percettive ed estetiche del paesaggio o del bene in questione;
2)continuità eco-funzionale con gli ecosistemi interessati;
3)consistenza geopedologica e contiguità rispetto alle unità geomorfologiche coinvolte;
4)coerenza con la natura storico-culturale e le caratteristiche tipologiche del bene in questione.
5)tutela e conservazione dell’integrità fisica dei beni paesaggistici e della percezione nonché delle visuali da e verso i medesimi beni;

Verifica Comunale in sede di PSC, min. 100 ml
I Comuni, in sede di elaborazione del Piano Strutturale Comunale in forma singola o associata, verificano l’adeguatezza della fascia di rispetto contigua ai beni paesaggistici individuata e vincolata ad inedificabilità dal QTRP, variandone eventualmente la perimetrazione in ampliamento per aree la cui salvaguardia sia fondamentale per la conservazione del sito e del rapporto con il paesaggio circostante oggetto di tutela.

Applicazione immediata 200 ml
In attesa della esatta perimetrazione da parte dei Comuni, si applica ai beni di cui al comma precedente una misura provvisoria di rispetto minima pari a 200 m e su di essa si applicano le misure di salvaguardia a far data dall’adozione del QTRP ai sensi dell’art.12 comma 3 del TU380/01.

Zone contigue ai Centri Storici
Nel caso che negli “Intorni” vi siano degli edifici esistenti e/o si tratti di centri storici le trasformazioni consentite saranno riferite al restauro o alle manutenzioni ordinarie e straordinarie. In ogni caso le zone di espansione contigue al centro storico o interferenti con esso dovranno localizzarsi in modo da evitare o non consolidare contiguità edilizie con organismi urbani antichi cosi da non alterare l’aspetto del loro intorno, specie in situazioni morfologiche singolari (crinali, promontori).

Margherita Corrado

Fiumi e torrenti
La Regione adotta finalmente la norma che tutti gli interventi sui fiumi e torrenti siano effettuati con il metodo dell’ingegneria naturalistica. Se applicata, soprattutto dalle Provincie, rappresenta una rivoluzione della gestione del territorio in Calabria.
Ed inoltre, rende inedificabili, dei corsi d’acqua iscritti negli elenchi e al di fuori dei centri abitati, le fasce di rispetto di 150 ml. se non per opere infrastrutturali. Per i fiumi più importanti sono previsti i

Parchi Fluviali.
Art. 12 Direttiva
Tutti gli interventi dovranno essere progettati nel rispetto dei principi e dei metodi applicativi elaborati in materia di ingegneria naturalistica.
Corsi acqua iscritti negli elenchi:
Art.3 c.4 i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

2 Il Quadro Conoscitivo del QTRP riporta tali corsi d’acqua.
Norme di tutela:
• che le fasce di rispetto non costruite dei corsi d’acqua, nelle aree non antropizzate e non urbanizzate al di fuori dei centri abitati così come definiti nell’articolo 11, siano mantenute inedificabili, fatte salve le opere infrastrutturali pubbliche o di pubblica incolumità, le opere connesse alla tutela della salute e della pubblica incolumità .
• che la vegetazione ripariale sia mantenuta e protetta
• Vietare la trasformazione profonda dei suoli o qualsiasi intervento che modifichi l’equilibrio idrogeologico, fatti salvi gli interventi finalizzati alla tutela della pubblica incolumità;
• Vietare o regolamentare, ove sia necessario, i prelievi lapidei negli invasi e negli alvei di piena;
• Vietare la realizzazione di recinzioni che riducano l’accessibilità e la fruizione dei corsi d’acqua;
• Permettere la realizzazione di interventi di mobilità dolce lungo i corsi d’acqua;
• Permettere la realizzazione di strutture provvisorie e rimovibili per attività di produzione agricola o attività di fruizione turistica legate al tempo libero;

Direttiva Fiumi
Art. 12 comma 4.
a. le Province nell’ambito dei rispettivi PTCP prevederanno per i corsi d’acqua più importanti, la costituzione di parchi fluviali.
b. Sono esclusi nuovi interventi sulle aree fluviali e lacustri, ad eccezione di quelli necessari per la messa in sicurezza o la riduzione dei livelli di rischio ambientale.
c. All’interno dei piani di spiaggia, i Comuni dovranno prevedere le zone di rinaturalizzazione in prossimità delle foci, al fine di restituire al medesimo corso d’acqua una caratterizzazione della riqualificazione naturalistico-ambientale delle stesse. che riesca a mettere in relazione il sistema costtiero con quello montano.
d. Tutti gli interventi dovranno essere progettati nel rispetto dei principi e dei metodi applicativi elaborati in materia di ingegneria naturalistica.

Vincoli Inibitori (10 ml da argini, 20 senza argini)
Viene specificato che i PSC-PSA vedono prevedere, per tutti i corsi d’acqua minori, una fascia di 20 ml., ridotta a 10 ml se vi sono gli argini. A prima vista la distanza di 20 ml sembra troppo ampia per la realtà dei fatti, dove quasi sempre si tratta di piccolissimi corsi d’acqua dalla larghezza di meno di 1 ml. Quasi sempre senza argini.
Art. 25 – …fiumi, torrenti, corsi d’acqua, per i quali vige l’inedificabilità assoluta nella fascia della profondità di 10 metri dagli argini, od in mancanza di questi, nella fascia della profondità di 20 metri dal piede delle sponde naturali, fermo restando disposizioni di maggior tutela disciplinate dal PAI, fatte salve le opere destinate alla tutela dell’incolumità pubblica.”

Reputo superfluo, data la Sua competenza ed esperienza anche di cose calabresi, segnalare punto per punto ciò che in materia di tutela del paesaggio, nel progettone cosentino (se concepito come si teme), potenzialmente contraddice il dettato del QTPR Calabria.
Le chiedo, perciò, di accertare lo stato dell’arte per quanto sta a Lei, sotto-progetto per sottoprogetto, e di vigilare accuratamente per contrastare la diffusa percezione che il Sindaco di Cosenza stia agendo con troppa ‘disinvoltura’ anche perché spalleggiato dalla SABAP.

L’ombra di un così grave sospetto, se non sarà fugata tempestivamente, si staglierà giocoforza anche sul ben noto finanziamento da 90 milioni di euro per il centro storico della città bruzia che a giorni sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, progetto che dovrà costantemente fare i conti con la delicatissima materia che è di competenza del Suo Servizio.

Cordiali saluti.
Roma, 02.08.2018
Margherita Corrado

Dalla lettura non vi sarà sfuggito che in questo trionfo di presunte illegalità sono coinvolte diverse Istituzioni pubbliche: non solo il Comune di Cosenza e la Soprintendenza ABAP di Cosenza, ma anche la Provincia che ha il dovere di intervenire sul paesaggio e sui fiumi e la Regione che ha approvato, non una legge paesaggistica come avrebbe dovuto, ma, almeno un QUADRO TERRITORIALE REGIONALE PAESAGGISTICO (QTRP) secondo il quale avrebbe dovuto imporre vincoli nel PSC del Comune di Cosenza riguardo: ai fiumi intorno ai quali non si può costruire fino a 150 metri e solo con opere infrastrutturali e di ingegneria naturalistica e ai centri storici perché “le zone di espansione contigue al centro storico o interferenti con esso dovranno localizzarsi in modo da evitare o non consolidare contiguità edilizie con organismi urbani antichi cosi da non alterare l’aspetto del loro intorno, specie in situazioni morfologiche singolari (crinali, promontori)”.

Come si spiegano tutte queste infrazioni e, soprattutto, come si spiega il mancato controllo della Regione, e dello specifico assessorato alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica del prof. Franco Rossi, su queste Opere? Come si spiegano le pressioni fatte dalla Provincia sul Soprintendente Pagano per firmare una autorizzazione che lui ora nega di aver dato? Come si spiega che la Regione, ed i suoi uffici, non intervenga a far rispettare una legge emanata da essa medesima? Come è possibile che persino la metro, fortemente voluta da Oliverio, non abbia autorizzazione paesaggistica e, addirittura, nemmeno la VIA?

E’ abbastanza evidente che fra Occhiuto ed Oliverio è stato stipulato un patto di non belligeranza o, peggio, uno scambio del genere: io ti faccio fare la metro se tu mi aiuti a fare il Museo del Nulla-Alarico, il parco acquatico, finire il Planetario, finire il Ponte dei Vavusi affiancandogli un ennesimo ponte di legno pedonale per collegarlo al cosiddetto Parco della Scienza, darmi i soldi per l’Ovovia etc. etc.