Olio extravergine d’oliva, la truffa di 7 aziende famose

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Bufera per molte grandi aziende italiane che hanno spacciato l’olio di oliva come extravergine, quando in realtà non lo era. La notizia sta facendo clamore su tutti i media e i cittadini sono preoccupati sulla trasparenza di ciò che veramente consumano sulle proprie tavole.

Un ingrediente fondamentale che giornalmente viene utilizzato nella nostra cucina, quale l’olio extravergine d’oliva, imbottigliato nelle marche più famose e note, ma che in realtà sono una truffa.

Infatti sono finiti al centro di un’inchiesta dei Nas di Torino coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello, per frode in commercio, i rappresentanti legali di Carapelli, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia.

Dai campionamenti effettuati dai Nas, che hanno prelevato bottiglie di tutte le marche, tra cui le più vendute, è emerso che le sette imprese avrebbero dichiarato al consumatore, scrivendolo sulle confezioni, che l’olio venduto era extravergine – o al cento per cento o comunque presente e miscelato con altri oli – quando in realtà sarebbe semplicemente stato «olio vergine», cioè appartenente a una categoria inferiore per qualità, con parametri fisico-chimici diversi dall’olio più costoso.

E’ noto ormai come l’olio d’oliva sia destinato ad essere contraffatto nei modi più improbabili, può essere bonificato con la raffinazione e la deodorazione, miscelato con vari oli (di palma e non solo), addirittura colorato di verde, ecc.

Ma allora, ci domandiamo, come riconoscere pericolose frodi? Come essere consapevoli di quello che mettiamo nel piatto? Per la nostra salute la differenza tra il cosiddetto “oro giallo” e un simil-veleno è notevole.

– La dicitura SPREMUTO A FREDDO si riferisce a metodi tradizionali di produzione, ma non per questo di buona qualità.

DI PRIMA SPREMITURA – Dichiarazione inutile: tutti gli oli extravergine sono di prima spremitura.

NON FILTRATO – Non si filtra l’olio se viene fatto decantare, con il metodo tradizionale, e poi imbottigliato. In sé, non è un pregio. Nell’olio filtrato resta una piccolissima quantità d’acqua che può, però, accelerare i processi di invecchiamento del prodotto.

A BASSA ACIDITA’ – La lavorazione immediata di olive sane determina una bassa acidità, è indice di qualità.

SAPORE FRUTTATO – Si riferisce al “sapore del frutto”, cioè dell’oliva, che è caratteristico degli oli più freschi o ottenuti da olive dette viola, non totalmente mature. E’ indice di buona qualità.

OLIO ITALIANO – Fino al giugno del 2002 è possibile indicare con il marchio “Made in Italy” anche olio ottenuto nel nostro Paese con olive importate. Ma da quel momento si potrà scrivere “olio extravergine italiano” solo se si tratta di olio ottenuto in Italia con almeno il 75% di olive italiane.

Anche il palato non mente: la sensazione di amaro o la sensazione del piccante dell’olio extravergine di oliva significa che si tratta di olio ottenuto da frutti sani al giusto punto di maturazione e che perciò presenta una sensazione, prodotta dagli aromi, più o meno intensa detta “fruttato” o gusto netto di oliva, che si attenua e svanisce durante la deglutizione ed è, in generale, un elemento positivo dell’olio.

Ecco alcuni consigli utili per non lasciarsi truffare. Nel frattempo evitate le 7 aziende che per anni ci hanno venduto un prodotto diverso da quello che ci aspettavamo.

V.M.