Omicidio Bergamini, il ruolo del marito poliziotto ex “amico di famiglia” di Isabella

Non è ancora chiaro se l’agente di polizia Luciano Conte, 53 anni, attuale marito di Isabella Internò, entra a far parte della vicenda legata all’omicidio di Donato Bergamini dopo la seconda deposizione dell’attuale moglie. Forse già dalla prima, che viene resa ai carabinieri qualche giorno dopo il delitto, il 23 novembre 1989, Isabella Internò parla di lui. Ne esisterebbe traccia nel primo fascicolo dell’inchiesta.

Ed è il pm Ottavio Abbate che chiede di ascoltarlo e sul fascicolo vengono indicati gli estremi per rintracciarlo. Incredibilmente, però, le carte che dovrebbero testimoniare della sua deposizione, non sono inserite successivamente nel fascicolo. Insomma, qualcuno deve averle accuratamente eliminate.

Qualche tempo dopo, comunque, nel corso dell’istruttoria per il processo, la ragazza viene interrogata dal sostituto procuratore Ottavio Abbate e non c’è dubbio alcuno che faccia riferimento proprio al suo attuale marito.

Ma procediamo con ordine.

Quando il sostituto procuratore Abbate interroga Isabella, alla domanda se si fosse legata a qualcuno dopo aver interrotto il rapporto con Donato, risponde così:

“… Non mi sono legata a nessun altro. Avevo però il conforto delle mie amiche, e anche del mio amico di famiglia a nome Conte Luciano, che è un poliziotto della digos e presta servizio a Palermo… con il Conte intercorrono rapporti telefonici…”.

Il particolare viene inserito nel libro “Il calciatore suicidato” a pagina 38, ma di Isabella e del poliziotto della digos, purtroppo, non si tornerà più a parlare nelle pagine scritte con grande ardore da Carlo Petrini.

Quando il magistrato si riferisce all’interruzione del rapporto tra Denis e Isabella si riferisce, naturalmente, al 1988, per cui è praticamente acclarato che la ragazza in quell’anno conosce Luciano Conte e quindi prima che Denis perda la vita.

Qualcuno ipotizza che nel 1988, nell’anno in cui riferisce di essere rimasta incinta (in realtà l’aborto è avvenuto nel 1987 ma è possibile che la ragazza abbia posticipato l’evento), Isabella vedesse sia Denis che il poliziotto.

Isabella Internò non precisa in che modo Luciano Conte sia “amico di famiglia”, né tantomeno il magistrato glielo chiede.

Ma risulta quantomeno strano che con un “amico di famiglia” intercorrano soltanto “rapporti telefonici”.

Perché Isabella fa cenno al suo rapporto con il poliziotto?

E’ probabile che qualcuno li avesse visti insieme. Sembra, in particolare, che Padre Fedele Bisceglia abbia parlato proprio di quel poliziotto alla famiglia Bergamini. E sembra che ancora il frate francescano si fosse meravigliato e non poco per l’atteggiamento “sbrigativo” di qualcuno che era con Isabella nel corso di un’udienza importante del processo.

E se Isabella avesse parlato del suo “amico di famiglia” già nella prima deposizione resa ai carabinieri? Beh, in quel caso potrebbe anche averlo fatto per assicurarsi una “protezione” che, a quanto pare, il poliziotto non le ha fatto mai mancare.

Luciano Conte è nativo di Ragusa ma ha molti legami di famiglia a Cosenza. Tuttavia, inizia a lavorare a Palermo. Quasi superfluo sottolineare quanto sia difficile operare in quella città. Isabella riferisce che Conte lavorava nella digos ma in realtà faceva parte della squadra mobile. Secondo fonti accreditate della polizia, Conte si mette in evidenza nel suo servizio anche quando è ancora molto giovane. E, sempre secondo quelle fonti, partecipa nientepopodimeno che alla cattura di Michele Greco, il “papa” della mafia siciliana, all’inizio degli anni Novanta.

Quanto, invece, al suo rapporto con Isabella, la sua qualità di “amico di famiglia” diventa ben presto quella di “fidanzato ufficiale” se è vero, com’è vero, che neanche tre anni dopo la morte di Donato, Isa e Luciano diventano marito e moglie, nel 1991, in una chiesa di Rende. La coppia vive in Sicilia per qualche tempo. Dopo il matrimonio, Conte viene avvicinato a Cosenza e, qualche anno dopo, la famiglia prende casa a Surdo, una frazione di Rende. Dove abita tuttora.

Sì, perchè Conte, dopo gli anni trascorsi a Palermo, adesso è assistente capo alla sezione di polizia giudiziaria di Paola.

Difficile credere che Isabella Internò, ormai signora Conte, non abbia detto la verità su quanto è accaduto quella notte al marito.

In occasione del ventesimo anniversario della morte di Denis, una troupe di Chi l’ha visto? ha deciso di provare ad intervistare la signora Internò. Isabella ha avuto solo il tempo di biascicare al citofono un improbabile “Non c’è nessuno”. Poi ha preso in mano la situazione il marito, che è sceso al portone e ha apostrofato in malo modo il giornalista, “avvertendolo” di essere un poliziotto… Una reazione scomposta e scortese che ha lasciato stupefatto sia il diretto interessato sia i telespettatori.

E che Conte fosse molto nervoso (per usare un eufemismo) in quel periodo, lo ricaviamo anche dalla denuncia che presentò insieme alla moglie nei confronti del giornale che dirigo, Cosenza Sport. Una querela che si è risolta con l’assoluzione piena per chi scrive.

Per non parlare delle “scaramucce” con questo soggetto nel corso delle udienze del processo. Ma la verità prima o poi viene sempre a galla. Checchè ne dicano Isabella di Troia e il suo scadente marito poliziotto.

g. c.