Omicidio Bergamini, chi è Isabella Internò. L’aborto a Londra e la “Vedova allegra”

Isabella Internò con il cugino Pippo Dino Internò

Denis Bergamini sarebbe stato seviziato e ucciso volontariamente. Non solo: secondo l’ipotesi della Procura di Castrovillari, l’omicidio del calciatore del Cosenza fu premeditato e il movente sarebbe da ricercare in futili e abietti motivi. I capi di imputazione citati nella notifica della Procura in cui si avvisano gli indagati Isabella Internò (ex fidanzata del calciatore) e Raffaele Pisano (camionista), per la riesumazione del cadavere, sono gli articoli 575-577 numeri 3-4 codice penale, 61 numero 1 c.p., 61 n. 4 c.p., 110, ovvero “omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dalle sevizie” e in concorso.

La procura “dovendo procedere ad accertamento tecnico non ripetibile relativo a: accertamenti, esami TAC ed ematici, prelievi tessutali, esami su DNA, finalizzati ad accertare le modalità, cause e mezzi della morte di Bergamini Denis verificatasi il 18.11.1989” ha conferito l’incarico ad un perito per la riesumazione del cadavere che si trova nel cimitero di Argenta, in provincia di Ferrara, e per il trasporto a Cona, l’ospedale della città romagnola, dove sono in corso le analisi previste dalla procura.

CHI E’ ISABELLA INTERNO’

Isabella Internò, 47 anni, è l’unica testimone oculare di quel maledetto pomeriggio del 18 novembre 1989. In tutti questi anni, non ha mai cambiato versione su quanto è accaduto e ha insistito a portare avanti l’assurda tesi del suicidio di Denis Bergamini. E ormai tutti sanno che non è vero.

Isabella e Denis si sono conosciuti nel 1985, pochi mesi dopo l’arrivo a Cosenza di Denis. Sono stati insieme tre anni e il calciatore andava anche a casa della ragazza, a contrada Surdo di Rende. Erano molto giovani entrambi. Lei, all’inizio, non aveva neanche 18 anni (precisamente 16) ed era una studentessa della Ragioneria, lui non ne aveva ancora compiuti 23. La loro storia d’amore è stata tormentata e tumultuosa, per come ammette la stessa Isabella. Che si autodefinisce “fidanzata quasi ufficiale” di Bergamini dal 1985 fino al mese di novembre del 1988.
“Vi era tra di noi – racconterà ai sostituto procuratore Abbate – un sincero rapporto affettuoso, che però era spesso turbato da litigi dovuti alla differenza di carattere esistente tra di noi. Ci lasciavamo e ci riprendevamo, anche perché io non potevo, malgrado le difficoltà, fare a meno di lui…”.

Domizio Bergamini, il papà di Denis, intervistato da Carlo Petrini, autore del libro “Il calciatore suicidato” nel 2001, dirà testualmente di Isabella. “Sapevamo che Denis aveva una relazione con quella tizia, ma di lei non ce ne ha mai parlato. Una volta, allo stadio San Vito, qualcuno me l’aveva indicata come la ragazza di Denis. Lei era lì, in tribuna, che faceva il tifo e gridava come una matta. Non so, mi era sembrata una come tante… Questa storia però non mi piaceva…”.

Nel 1987 Isabella rimane in stato interessante.
“La ragazza non intendeva portare avanti la gravidanza – ricorda Donata Bergamini, sorella del calciatore – e Donato mi chiese di aiutarlo. Venne a casa mia insieme ad Isabella e io li accompagnai dal mio ginecologo, il quale stabilì che ormai la gravidanza era giunta al quinto mese e non si poteva più praticare l’aborto nei termini di legge…”.

Denis non avrebbe avuto problemi a riconoscere il bambino, ma Isabella si oppone e qualche settimana dopo, accompagnata dal calciatore, abortisce in una clinica di Londra. Né si capisce bene perché avesse preso la decisione quando ormai era al quinto mese di gravidanza…

Il rapporto fatalmente ne risente ma continua ancora, tra alti e bassi, fino alla primavera del 1989. Da circa sei mesi Isabella e Denis non si sentivano più. Secondo la ragazza è stato Donato a cercarla, ma in molti sostengono che sia stato il contrario.
E non mancano i testimoni relativi all’insistenza di Isabella nel cercare di nuovo un rapporto con Denis. E finanche le registrazioni alla segreteria telefonica e la testimonianza della moglie di Maurizio Lucchetti, compagno di squadra di Denis, alla quale la “mantide” di Surdo disse testualmente appena dieci giorni prima della morte di Bergamini: “Piuttosto che saperlo di un’altra, preferisco che muoia…”. Accompagnata da due cugini che non dovevano certo essere dei damerini e sui quali si è indagato a lungo. 

Secondo Domizio Bergamini “fra loro non c’è stato un vero fidanzamento, non mi risulta che mio figlio fosse innamorato di lei: un po’ stavano insieme e un po’ no, era una ragazzata…”.

I familiari di Bergamini hanno conosciuto direttamente Isabella dopo il funerale, al Motel Agip. Lei era accompagnata dai suoi genitori. “Mi ha fatto una brutta impressione – dice ancora papà Domizio -, sembrava una nevrotica: continuava a grattarsi la testa e a ripetere che Denis si era suicidato ma che lei non aveva nessuna colpa… A quel punto l’ho accusata di avere fatto lei la telefonata di lunedì 13 (quella che fece sudare freddo Denis, ndr), ma lei ha continuato a parlare come una macchinetta, forse non mi ha neanche sentito”.

Il massaggiatore Giuseppe Maltese la definisce “il contrario di Denis: aveva si e no 18 anni, ma di carattere ne dimostrava 30… Si muoveva come una donna esperta alle prese con un buon partito… Non mi è mai stata simpatica. Era una ragazzina che mi provocava molta diffidenza, forse ero condizionato dal fatto che nell’ambiente della squadra sul conto di lei si sparlava parecchio. Il soprannome più gentile che le avevano dato era Vedova allegra…”.

E a proposito di “allegria”, Michele Padovano dirà a Petrini che il giorno del funerale, dopo la cerimonia, l’ha accompagnata a casa, a Rende. “Una cosa che mi è sembrata strana è che quando siamo arrivati a casa sua, non c’era un clima da funerale ma una certa allegria. Mi hanno perfino invitato a bere…”.

I parenti di Isabella stavano già preparando il tanto atteso matrimonio e il “prescelto” non poteva che essere un uomo in divisa, il poliziotto Luciano Conte, sul cui ruolo torneremo presto con un altro articolo, che spiegherà ancora meglio chi è la “mantide” di Surdo.