Omicidio Bergamini, primo contatto con Facciolla per Donata e l’avvocato Anselmo

foto cosenza post
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Non dev’essere stato facile per Donata Bergamini tornare in quella maledetta procura di Castrovillari dove quel magistrato così piccolo e pavido il 23 febbraio scorso ha fatto i salti mortali per archiviare la riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Denis Bergamini.

Ma quel magistrato piccolo e pavido non c’è più. Ora c’è un magistrato cosentino a dirigere la procura di Castrovillari. Si chiama Eugenio Facciolla e stamattina ha ricevuto Donata insieme all’avvocato Fabio Anselmo e alla sua collaboratrice calabrese Sabrina Rondinelli. 

Al di là di quelle che possono essere le dichiarazioni di circostanza rispetto ad un incontro informale, c’è comunque da sottolineare che Facciolla si è esposto affermando che è disponibile a valutare elementi nuovi. Anche se sa bene qual è la posta in gioco.

La protezione di Isabella Internò, che dura ormai da decenni, è decisamente difficile da superare. I poteri forti che stanno dietro a questo omicidio sono ancora vivi e vegeti e Facciolla lo sa.

Sa bene che la procura di Castrovillari è stata ed è ancora il ricettacolo di interessi inconfessabili e di misteri gravissimi, per i quali ci sono responsabilità precise di uomini dello stato che non solo non hanno fatto il loro dovere ma hanno depistato le indagini e continuano a far sentire la loro squallida presenza.

La verità, prima ancora che sulle perizie (già chiarissime, del resto) la si deve ricercare nelle dinamiche che hanno portato all’affossamento delle indagini prima e dei processi poi. A Castrovillari in molti conoscono la verità e non solo non la dicono ma fanno di tutto per non farla uscire fuori.

Facciolla ha una grossa responsabilità. Sapremo presto se il magistrato battagliero, che ha combattuto in prima linea contro la corruzione e le deviazioni della magistratura, è rimasto ancora identico o se qualcuno è riuscito a “normalizzarlo”. Su questo non faremo sconti neanche a lui, grazie al quale, attraverso il dossier Lupacchini, siamo venuti a conoscenza dei veri segreti della città di Cosenza. I segreti dei poteri forti, non dei boss.

Isabella Internò è sicuramente coperta da magistrati infedeli, corrotti e compromessi. Ma anche da “colletti bianchi” che si travestono da avvocati per riciclare soldi sporchi.

Oggi non è il caso di affrontare di petto il problema, lo faremo presto.