Operazione Frontiera, quello che Luberto non dice

Luberto
Advertising

Ho ascoltato tutta la conferenza stampa dell’operazione “Frontiera”  tranne la parte in cui il direttore Carchidi pone delle domande al dottor Luberto e al dottor Gratteri, perché è stata tagliata.

Devo dire che parlare di ovvietà, banalità, frasi fatte,  è dire poco. Una retorica che non ti dico. Senza contare le genericità del “racconto”. Su tutti il dottor Luberto che parte bene e con enfasi, contento com’era della sua operazione. Per poi girare attorno a tre o quattro cose, di cui alcune lasciano il tempo che trovano, altre lo pongono in contraddizione e ne evidenziano la retorica.

Su tutte la sua affermazione secondo la quale la cosca Muto ha trafficato indisturbata per 30 anni in lungo e largo per la costa tirrenica, spingendosi anche in Basilicata e Campania. Dire questo, almeno seguendo la logica, significa dire indirettamente che il clan Muto è stato coperto dalla istituzioni deviate dello stato. Altrimenti non avrebbe sguazzato come dice Luberto, e sarebbe stato già arrestato così come avvenuto stamattina. O no?

Perché ad inquisire, indagare, arrestare le persone non è  compito di mia nonna, ma del procuratore, e se ciò non è avvenuto le ragioni sono tutte interne alla procura di Paola prima e alla DDA successivamente. Oppure può vuol dire che per 30 anni il clan Muto non ha commesso reati, e perciò non è stato perseguito.

Ergo, l’inchiesta di Luberto che si basa anche su reati del passato non è vera. E’ Luberto che ha costruito una inchiesta farlocca oppure è la procura di Paola o la DDA che per anni ha insabbiato prima del 2006 quando è arrivato lui? Chi mente?

Se così è, per come dice Luberto, cioè che Muto ha sguazzato impunito, perché il dottor Gratteri (il quale si dice perplesso di alcune sentenze proprio su Muto) non ha inteso aprire una fascicolo per capire chi ha coperto tutte queste attività criminali che interessavano migliaia di persone e che avvenivano alla luce del sole (vedi l’asta del pesce che avveniva solo a comando di Muto, persino il Comune aveva rinunciato a far rispettare la Legge)?

Perché i magistrati non si indagano, loro sono immuni alla Legge. E poi le prove a carico degli imputati francamente fanno ridere i polli. Si parla della solita droga che non c’è. Si dice che Muto gestiva tutto il mercato del pesce e che riforniva tutta la costa tirrenica, ma di denunce che affermano questo neanche una. Si può dire l’omertà che di sicuro c’è, ma che modo è di fare le indagini: dice che la cosca si muove in regime di monopolio, ma tra le centinaia di persone che approvvigiona tutti i giorni ci sarà anche uno e dico uno disposto a testimoniare.

Di questo te ne curi prima di fare la retata. Niente testimoni, ci si affida a qualche filmato che non dice niente e sulle informative datate, di carabinieri e polizia. Divaga poi, pensando di apparire sincero, sul punto del sequestro dei beni alla cosca, spiegando, secondo lui, che potevano scrivere di più, ma siccome lui fa le cose per bene ha scritto la verità.

Portando come esempio oltre al valore degli immobili sequestrati, principalmente il capannone Euro Fish, si parla di sette milioni di euro, anche il nero accertato dalla Finanza come evasione fiscale derivante dall’attività commerciale della società. Che se aggiunta ai sette milioni avrebbero potuto scrivere pure di aver sequestrato 200 milioni di euro. E vantarsi di più di quello per cui si stava vantando in quel momento.

Il top del qualunquismo detto da Luberto in questo contesto. Che non sarebbe tale solo se avessimo visto all’interno di questa inchiesta di serie Z, anche i veri organizzatori del criminale giro d’affari. Magistrati, senza il quale Muto, come dice Luberto, non avrebbe potuto dominare incontrastato per 30 anni. I politici, come il sindaco che non denuncia alla procura l’impossibilità di effettuare un’asta pubblica del pesce così come stabilito dalla Legge. I dirigenti pubblici, gli imprenditori che si offrono come prestanome ai malandrini,  e tutto l’apparato di controllo che ne segue.

Senza l’omertà e la complicità di queste persone non si va lontano, figuriamoci sguazzare per 30 anni.

In chiusura di conferenza i due comandanti dei carabinieri ci tengono a sottolineare l’efficienza dei loro uomini che sono intervenuti nel cuore della notte senza far scappare nessuno. Premesso che questa data del 19, come sanno diversi politici cosentini girava già da oltre 10 giorni, e per saperla noi, figuriamoci i malandrini, la verità sta nel fatto che se si sono fatti catturare senza scappare è solo perché sapevano dell’inconsistenza di questa inchiesta. Non conviene con accuse così darsi alla latitanza. Perché questa inchiesta è una bolla di sapone che già sarà un miracolo se passerà l’ostacolo del tribunale della Libertà.

Altro che lavoro ben fatto!

GdD