Operazione “Mammasantissima”, le gravi accuse contro Caridi e Sarra

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E’ da poco terminata la conferenza stampa della DDA di Reggio Calabria per l’operazione Mammasantissima, che ha prodotto l’arresto eccellente di Alberto Sarra, storico braccio destro di Peppe Scopelliti e la richiesta di arresto del senatore di Forza Italia Antonio Caridi. Ecco nel dettaglio le accuse conto i due. 

Paolo Romeo
Paolo Romeo

“… Relativamente alle posizioni dei soggetti destinatari dell’odierno provvedimento cautelare, si deve dire che nel contesto sopra illustrato in cui gli Avv.ti DE STEFANO Giorgio e ROMEO Paolo (a cui è contestata la condotta di partecipazione ad associazione mafiosa in qualità di «promotori, dirigenti ed organizzatori» apicali della componente «riservata» della ‘Ndrangheta) hanno svolto funzioni di direzione e coordinamento del più ampio sistema criminale di tipo mafioso  vanno calate le figure dei politici Antonio Stefano CARIDI, oggi Senatore, ed Alberto SARRA ovvero soggetti nuovi, che operano nella direzione strategica individuata dai due Legali affinché gli interessi di promanazione ‘ndranghetistica vengano comunque realizzati e tutelati, interferendo così sul funzionamento di enti di rango costituzionale, tanto locali che nazionali. A SARRA Alberto e CARIDI Antonio Stefano è contestata la condotta di partecipazione ad associazione mafiosa in qualità di «dirigenti ed organizzatori» della «componente riservata» della ‘Ndrangheta. 

Più in particolare:

Alberto Sarra
Alberto Sarra

a. SARRA Alberto che nel corso del tempo si è avvalso, per sé ed in favore di altri candidati, del sostegno elettorale delle cosche PESCE, CONDELLO, DE STEFANO, TEGANO, LOGIUDICE, ALVARO, LIBRI/CARIDI, VADALÀ, LAMPADA, PANGALLO, CRUCITTI ha operato direttamente in sinergia con ROMEO Paolo al fine di elaborare ed attuare il progetto politico sopra indicato di cui lui stesso era parte integrante e che attribuiva un ruolo di centralità in primo luogo a SCOPELLITI.

scopelliti-trematerra1In particolare, il SARRA – una volta acquisite le funzioni pubbliche a seguito di consultazioni elettorali viziate dalle pressanti ingerenze mafiose – ha agevolato e rafforzato il predetto sistema criminale di tipo mafioso:

–    gestendo un enorme bacino di voti della ‘ndrangheta da orientare al fine di perfezionare, in proiezione, l’articolato programma criminoso descritto;

–    interferendo, mediante l’uso deviato del proprio ruolo pubblico, sull’esercizio delle funzioni degli organi regionali di cui era divenuto componente;

–    favorendo le componenti politiche – in costanza di campagna elettorale – ed imprenditoriali delle varie articolazioni territoriali della ‘ndrangheta al fine di garantirgli rilevanti vantaggi patrimoniali.

Il senatore Caridi
Il senatore Caridi

b. CARIDI Antonio Stefano – che nel corso del tempo si è avvalso, per sé ed altri candidati, del sostegno elettorale delle cosche DE STEFANO/TEGANO, LIBRI/CARIDI, CRUCITTI, AUDINO, BORGHETTO/ZINDATO, NUCERA, MORABITO di Africo, IAMONTE, MAVIGLIA ed in ultimo i PELLE con  cui si è incontrato in occasione delle elezioni Regionali del 2010 ha operato direttamente in sinergia con ROMEO Paolo al fine di attuare il progetto politico sopra indicato di cui lui stesso era parte integrante, andando a ricoprire nel 2002 e 2007 l’incarico di assessore all’ambiente del Comune di Reggio Calabria, cosa quest’ultima, che ha permesso alla cosca DE STEFANO di controllare la società FATA MORGANA SpA. In particolare, CARIDI una volta acquisite le funzioni pubbliche a seguito di consultazioni elettorali viziate dalle pressanti ingerenze mafiose ha agevolato e rafforzato il predetto sistema criminale di tipo mafioso:

–    gestendo un enorme bacino di voti della ‘ndrangheta da orientare al fine di perfezionare, in proiezione, l’articolato programma criminoso descritto;

–    interferendo, mediante l’uso deviato del proprio ruolo pubblico, quale componente del Senato della Repubblica;

–    imponendo l’assunzione di persone anche riferibili alle indicate articolazioni della ‘ndrangheta nelle società a capitale misto pubblico privato;

–    favorendo le componenti imprenditoriali delle varie articolazioni territoriali della ‘ndrangheta al fine di garantirgli rilevanti vantaggi patrimoniali.