Operazione “Six Towns”: i nomi degli arrestati

E’ terminata la conferenza stampa della DDA di Catanzaro per illustrare i particolari dell’operazione “Six Towns” che ha inferto un duro colpo, con 36 arresti, al clan crotonese dei Marrazzo, che aveva ampie ramificazioni anche nella Sila cosentina.

Il clan Marrazzo è meglio noto come “Locale di Belvedere Spinello” e contava affiliati su sei località distribuite tra la provincia di Crotone (Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano) e Cosenza (San Giovanni in Fiore).

L’organizzazione contava anche su propaggini operative in Lombardia (una ‘ndrina distaccata radicata nella città di Rho, alla periferia nord di Milano)

Belvedere Spinello era l’epicentro dell’attività del gruppo malavitoso,  capeggiato, secondo gli inquirenti, da Agostino Marrazzo (classe 1963) che si avvaleva dei luogotenenti più fidati del proprio gruppo familiare (quali il fratello Sabatino Domenico Marrazzo, classe 1957, ed il cugino Giovanni “Giannino” Marrazzo, classe 1956).
Tra i “capi” più influenti delle ‘ndrine locali “satelliti” gli investigatori hanno individuato anche Francesco Rocca e Giovanni Spadafora (San Giovanni in Fiore) e Saverio Bitonti (Castelsilano).

towI NOMI DEGLI ARRESTATI

Dei 36 destinatari di provvedimenti cautelari odierni, in 32 si trovavano in stato di libertà: Francesco ADAMO, Cristian DECICCO, Maria Caterina DI BIASE, Maurizio FONTANA, Francesco SALERNO e Carmine VENTRONE sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Sono in carcere:

Antonio BIBIANI

Domenico BITONTI

Saverio BITONTI

Antonio BLACONÀ

Valentino DE FRANCESCO

Salvatore DE MARCO

Claudio FORTUGNO

Saverio GALLO

Antonio GUZZO

Fabio LOPEZ

Giovanni MADIA

Agostino MARRAZZO

Giovanni MARRAZZO

Sabatino Domenico MARRAZZO

Giovannino MOSCA

Carlo OLIVERIO

Vincenzo OLIVERIO

Silvana PAGLIARO

Antonio PARISE

Rosario PARISE

Mario RIZZA

Francesco ROCCA

Vittorio SPADAFORA

Giovanni SPINA IACONIS

Pasquale TORROMINO

Antonio TURSI 

Altri quattro soggetti (Luigi BUONO, Angelo OLIVERI, Giovanni SPADAFORA e Pietro TASSONE) erano invece già in stato di detenzione, per altra causa, presso le carceri di Opera e Bollate (MI) oltre che di Padova.