Ospedale di Rogliano, attivare il punto di primo intervento. Le denunce del Comitato

L'ospedale Santa Barbara di Rogliano
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«Attivare al più presto il punto di primo intervento all’ospedale Santa Barbara di Rogliano».

Lo sostiene il Comitato per la Valle del Savuto, che domenica scorsa ha dedicato al futuro dell’ospedale di Rogliano (Cosenza) un solido approfondimento, tenuto nella sala consiliare del municipio. Davanti a un pubblico numeroso e attento, in rappresentanza del comitato ha introdotto i lavori il suo portavoce, Massimiliano Crimi.

È intervenuto il consigliere comunale di Rende Massimiliano De Rose, che ha sottolineato la «necessità di guardare alla riorganizzazione dei servizi sanitari in un’ottica territoriale e di sistema, evitando campanilismi», a suo avviso negativi quanto inutili.

La deputata M5s Dalila Nesci, impegnata negli emendamenti alla legge di stabilità 2016 in commissione Bilancio, ha illustrato in collegamento telefonico il quadro della sanità regionale, evidenziando «l’assenza della politica rispetto all’illegalità diffusa, a una gestione arbitraria del piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale e agli sprechi senza ritegno; come l’illegittimo surplus di finanziamento di oltre 10 milioni all’anno dato dalla Regione Calabria al policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro».

La parlamentare ha accusato la politica di centrodestra e centrosinistra di «tacere davanti all’illegittimità manifesta dell’attuale commissariamento governativo, denunciata soltanto dal Movimento 5 stelle e causa di abusi plurimi, inefficienze e favori agli amici di palazzo».

In seguito hanno parlato anche alcuni cittadini in rappresentanza delle diverse espressioni della società civile.

Giuliana Giuliani, di “Rogliano libera”, ha ringraziato il comitato organizzatore, rimarcando «l’importanza di una partecipazione diretta dei singoli alle dinamiche politiche, perché il momento è critico, sicché non si può ancora delegare ad altri il proprio futuro né vanno subite in rassegnazione le scelte del potere».

Cristina Guzzo, del movimento civico “Da adesso in poi”, ha rammentato «la necessità di una collaborazione corale per migliorare la risposta sanitaria sul territorio e ottenere concrete risposte dalle istituzioni».

Aurelio Scaglione, volontario di protezione civile, ha riflettuto sul peso delle distanze, della disposizione degli ospedali e delle strade di collegamento e le difficoltà oggettive di in caso di intervento in emergenza di protezione civile nell’area cosentina. Così Scaglione ha argomentato l’urgenza del punto di primo intervento al Santa Barbara di Rogliano, che sarebbe «un presidio di garanzia in caso di emergenza sanitaria».

Il giornalista Emiliano Morrone, rilanciando come tutti gli intervenuti, l’importanza del punto di primo intervento presso l’ospedale di Rogliano, ha insistito sulla «tutela del diritto alla salute, che non può essere subordinata al pareggio di bilancio». Il comitato per la Valle del Savuto ha dunque creato dibattito e fermento su una questione molto sentita in tutto il territorio, ponendosi come riferimento civico per la battaglia che, ha assicurato il presidente Crimi, «proseguirà sul piano politico e su tutti i fronti istituzionali»

Il Comitato