Ospedale Rossano, i cittadini protestano: “Non può essere escluso il reparto di Ostetricia”

L'ospedale di Rossano
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Continuano le polemiche dei cittadini rossanesi sull’ormai prossima riorganizzazione dello Spoke di Rossano-Corigliano. Nonostante il problema del trasferimento dei reparti di Chirurgia e Nefrologia presso il nosocomio di Corigliano, sembrerebbe scongiurato; un’altra preoccupazione resta quella del reparto di Ostetricia, che, stando a quanto previsto dal piano, pare rimarrebbe a Corigliano. E ciò per i pazienti è inammissibile.

Molte le segnalazioni e le denunce in merito a ciò. Allo stesso Mario Oliverio tantissime le critiche sui social: “è normale – ha scritto un cittadino – che dove ci sia la rianimazione, centro trasfusionale, elisoccorso (Rossano), non ci sia l’ostetricia? È normale fare nascere bambini a Corigliano, sprovvisto di tutto ciò? Chi porterà sulla coscienza morti passate e purtroppo future?

Lo sa che in un parto difficile, bisogna che Corigliano chiami l’elisoccorso, metta il nascituro e la mamma in una ambulanza obsoleta, li porti giù a Schiavonea ad aspettare l’elicottero, e in molti casi può succedere che arrivino su Cosenza senza vita? Queste sono semplici domande, non entro in altri discorsi riguardanti le innumerevoli e paradossali inefficienze dei nostri ospedali, o si farebbe notte, ma mi aspetto una sua risposta, se “trova del tempo”. Le parole le porta via il vento, nel mentre qui si muore per poco.”

Anche l’ex sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti, due giorni fa, in un comunicato stampa dichiarò: “Il Commissario Scura nella redazione del piano di riordino pare abbia confermato l’intenzione di assegnare a Rossano, per le sue più favorevoli condizioni logistiche, l’intero blocco dell’emergenza con i rispettivi reparti per il trattamento delle acuzie e a Corigliano il blocco di Medicina e la lungodegenza.

Se così fosse, allora, bisognerà battersi affinché l’intero polo chirurgico, senza alcuna eccezione, sia insediato al Giannettasio. Compreso il reparto di Ostetricia. Come si potrà, infatti, far fronte a tutte le emergenze intra-partum se tutto il blocco chirurgico e quindi le sale operatorie, il centro trasfusionale e l’eliporto sono a Rossano? Quale medico si sottoporrà a tali rischi? E, soprattutto, come si può non considerare un aspetto così evidente a tutela della vita delle partorienti? Ed è su questo che mi stavo battendo da sindaco e che continuerò a fare con lo stesso vigore, anche ora, da cittadino tra i cittadini.”

I cittadini, che già nei giorni scorsi avevano dato vita ad una mobilitazione (indetta dal laboratorio politico “Officina Ionio Italia” nella zona antistante l’ospedale), continuano la loro protesta e fanno sapere che non si arresteranno, dando vita a nuove iniziative, finché non riceveranno risposte precise da Oliverio e Scura.

V.M.