Padre Fedele: “C’è il diavolo nella Curia: il vero scandalo è il vostro silenzio”

E’ notizia di qualche minuto fa l’assoluzione definitiva di Padre Fedele Bisceglia. E’ il momento di parlare dei registi del complotto nei suoi confronti. La sua storia giudiziaria è la fotografia del sistema di potere a Cosenza: il Tribunale, la chiesa, la politica corrotta, le forze dell’ordine e la magistratura addirittura nelle vesti di esecutrici di un disegno ben preciso e costruito ad arte. Un mare di menzogne.

Padre Fedele Bisceglia, proprio a gennaio, in occasione del decennale dal suo arresto, aveva già celebrato alla sua maniera l’evento del complotto dei poteri forti della città contro di lui.

Aveva affondato il coltello nella piaga dei suoi rapporti con la chiesa cosentina, quella che difende i ladri, i truffatori e i pedofili. E non erano mancati gli acuti contro Salvatore Nunnari. “Caro Salvatore, caro vescovo emerito…” con i decibel della voce che rimbombavano nello struscio del sabato mattina su corso Mazzini.

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Padre Fedele aveva diffuso il testo di una sua lettera aperta indirizzata al nuovo vescovo Nolé, agli arcivescovi emeriti, a monsignor Serafino Sprovieri, monsignor Salvatore Nunnari e a tutto il clero della diocesi Cosenza-Bisignano. E non gliel’aveva pubblicata nessuno. Come al solito.

“… Ho notato che il diavolo è “accovacciato” (termine ed immagine usata da Papa Francesco) al capezzale del vescovo Nunnari e del vescovo Nolè e durante il giorno sale e scende freneticamente le scale della Curia. Quando escono i presuli lo portano in giro con il guinzaglio e incontrando il sottoscritto lo liberano per sbranarlo…

Il sottoscritto, ben conoscendo i Fioretti di San Francesco, si dichiara contento ed in perfetta letizia, più di quel frate che, in pieno inverno, bussando alla porta del convento, non solo riceve un netto rifiuto di accoglienza dal guardiano, ma anche le bastonate! Il serafico Padre San Francesco stigmatizza l’accaduto con lapidarie parole: “scrivi, frate Masseo, che qui è perfetta letizia”.

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Cari pastori, se è vero com’è vero ciò che ha detto il mio padre spirituale (“chi non risponde alle lettere è un maleducato”) non intendo minimamente giudicarvi ma dall’alto della mia innocenza vi invito a rivedere la vostra posizione spirituale.

La suora blasfema non è stata mai convocata per un dialogo fraterno ed interno alla chiesa mentre Voi con conferenze stampa, articoli sui giornali e interventi nelle varie assemblee, continuate a dire bugie, omettendo i vostri doveri di pastori. Non vi giudico, ma permettetemi un consiglio: confessatevi ed entrate per la Porta della Misericordia e fate entrare anche questo sacerdote innocente che da dieci anni è da voi abbandonato…

Ormai tutto il popolo è a conoscenza di questa strana e diabolica storia. Purtroppo “il vero scandalo è il vostro silenzio”, questo dice il popolo di Dio di Cosenza.

Da queste colonne, invito tutti alla conversione, alla preghiera e all’amore…”.