Palazzo dei Bruzi, la carica dei senza titoli

Ugo Dattis
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Oltre duecento domande,  almeno  la metà delle quali probabilmente prive di titoli.
La selezione per dirigenti a tempo determinato  bandita dal Comune di Cosenza è stata vista come un concorso per bidelli. 

No, la buonanima di Riccardo Misasi, massimo esperto in materia, non c’entra niente. Qui si parla di “cazzari” anche se il criterio delle raccomandazioni potrebbe essere uguale ma una cosa è fare il bidello un’altra fare il dirigente al Comune.  E così,  pare che docenti di scuola, artisti, semplici giornalisti e semplici laureati hanno inoltrato domande a dire basta.

Ora,  non sappiamo se gli uffici comunali diretti da quel gran cubano di un Ugo Dattis abbiano iniziato a lavorare sulle domande. Certo è che ci siamo presi finanche il lusso di andare a controllare  più volte il bando e le rispettive leggi per gli incarichi  di dirigente.

I requisiti sono chiari: essere stati funzionari  D almeno cinque anni,  oppure dirigenti privati sempre per cinque anni,  oppure provenire dai ruoli ricerca scientifica.

La postilla delle concrete esperienze di lavoro riguarda comunque lavori di un certo prestigio.

Noi non conosciamo l’elenco ma un funzionario (uno di quelli  capaci,  messo alla gogna sia da Perugini che da Occhiuto) ci dice che  molte domande sono da cestinare.

Che farà  il segretario del Comune?  Lui deve metterci firma e faccia.

Certo è che se si farà il volemose bene saranno guai.

Perché anche ammettere chi non ha i titoli può essere anche un reato.