Palazzo dei Bruzi, Occhiuto “pagava” anche i debiti dell’ex segretario generale

Nella foto: Occhiuto, l'ex presidente del Consiglio Luca Morrone e l'ex Segretario generale Francesco Grossi
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Nel corso della giornata di ieri, abbiamo scritto della vicenda dell’ex segretario generale del Comune di Cosenza Francesco Grossi, che ha ricevuto oltre 40mila euro di liquidazioni dalla giunta Occhiuto non si capisce bene perché, a quale titolo (visto che era ormai un ex dipendente) e soprattutto per compensare quali debiti.

Sì, perché Grossi, oltre ad aver ricevuto due incarichi legali da 20 mila euro complessivi, riceve anche 20 mila euro come corrispettivo di ferie non pagate. Questo importo viene giustificato come “compensazione” per i debiti dello stesso Grossi nei confronti del Comune di Cosenza.

La documentazione è stata inviata dal commissario straordinario Angelo Carbone alla procura di Cosenza, che, com’è noto, ormai da più di un anno indaga sulle vicende di Palazzo dei Bruzi, anche se finora (a parte qualche avviso di garanzia) non ha cavato un ragno dal buco.

Ora, cercando di capirne di più, abbiamo trovato un vecchio articolo del collega Camillo Giuliani che ci svela l’arcano.

di Camillo Giuliani 

Dopo 14 anni insieme non è facile interrompere di colpo i rapporti.

Tanto più se negli ultimi mesi non ci si è separati praticamente mai, nemmeno nei giorni di vacanza.

Ne è un esempio l’amore indissolubile tra l’avvocato Francesco Grossi e il Comune di Cosenza.

Grossi ha ricoperto dall’ottobre del 2000 al 31 dicembre 2014 il ruolo di segretario generale a Palazzo dei Bruzi prima di congedarsi per raggiunti limiti di età.

L’addio, come in tutti i rapporti pluriennali, non è stato indolore: tristezza a parte, il legale ha dovuto lasciare nelle casse municipali circa 20 mila euro che gli sarebbero spettati per (parecchie) ferie non godute e altri 3000 circa se li vedrà “confiscare” “con successivo provvedimento nell’ambito delle spettanze ancora dovute al succitato”.

Tutto perché – per alcuni “fraintendimenti avvenuti circa l’attribuzione della funzione di direttore generale”, recita una determina – tra il febbraio del 2006 e la fine del 2007 aveva percepito poco più di 32 mila euro che non gli sarebbero spettati e che ha iniziato a restituire dal 2008 con delle piccole trattenute sul suo lauto stipendio mensile.

Sembrerebbe, insomma, il classico amaro divorzio a colpi di carte bollate e richieste di denaro. Ma quando c’è l’amore è impossibile che una relazione possa finire così. Tant’è che Palazzo dei Bruzi, alla ricerca di un avvocato esterno che affrontasse il Consorzio Autolinee davanti al Tar per farsi autorizzare le contestate corse della circolare veloce fino all’Unical, si è ricordato del suo ex segretario generale e ha deciso di affidare proprio a lui la causa contro i titolari delle compagnie private di autobus.

Già stabilita anche la parcella: 15.666 euro, che andranno a gravare sul bilancio comunale 2015.

L’articolo di Camillo Giuliani risale ad un anno fa. Dunque, abbiamo capito perché Grossi doveva dare soldi al Comune. Tra i 20 mila euro delle ferie non godute (secondo il commissario in maniera irregolare) e i 20 mila euro di incarichi (nel pezzo di Giuliani mancano i 5 mila che gli sono arrivati da un altro incarico), il Nostro brillante ex segretario ha incassato non solo i soldi necessari per estinguere il suo debito (32 mila euro), ma anche quelli necessari a farci una bella “cresta”. 

Eh sì, perché il nostro sindaco è così lungimirante e generoso che non solo fa pagare ai cosentini i suoi debiti personali ma anche quelli dei suoi amici.

Il problema è che il commissario Carbone ha spifferato tutto alla procura. Ora si tratterà di vedere se la dottoressa Manzini avrà voglia di lavorare, oltre che di pettinare la sua ormai leggendaria collezione di bambole.