Palla Palla e il cazzaro: due facce della stessa medaglia

Advertising

«Leggo in un articolo che, in relazione all’indagine della Procura di Lamezia Terme sulla Sacal, vi sarebbe una intercettazione, che vede tra gli interlocutori l’ex Presidente Colosimo, nella quale si parla di 10 posti di lavoro da me sollecitati. Niente di più falso e lontano dal vero».

Queste sono le parole pronunciate da Palla Palla dopo aver appreso che Colosimo si cantava anche i suoi clienti. Ovviamente, come sempre, la colpa è della stampa che informa i cittadini degli scempi che giornalmente questa giunta regionale di parassiti commette.

Annuncia querele Palla Palla, ma nulla mette in campo per cercare di arginare gli assalti che giornalmente bande di delinquenti politici e compari mettono in atto ai danni delle casse pubbliche.

La colpa per Palla Palla, di ogni schifezza prodotta dalla sua giunta, è sempre di qualcun altro. Non si è ancora capito bene che ci sta a fare lui in regione, oltre a dare denari all’amante, ed ai suoi fedeli compari. Attorno a lui succede di tutto e di più, ma, all’oggi, non esiste un solo provvedimento che porti la sua firma dove ammonisce, licenzia, sgrida, redarguisce, qualche ladrone della sua cricca.

Sta nel suo omertoso silenzio, nella sua ipocrisia, nel suo continuo raccontare balle, nell’immobilismo amministrativo/politico, la prova delle sua colpevolezza, e della sua complicità in ogni ruberia. 

Palla Palla è colpevole di tutto quello che è successo in Regione, anche se non è abituato a prendersi responsabilità. E spera ogni volta di cavarsela con la solita frasetta che i politici ammatassati come lui pronunciano all’indomani di qualche arresto: ho fiducia nella magistratura.

Una formuletta che secondo lui lo mette al riparo da critiche e complicità.

Oltre alla questione Sacal, Palla Palla annuncia anche di voler svelare i veri motivi del No di Mario Occhiuto alla metrotramvia a Cosenza. Una verità che noi vi abbiamo già raccontato, ovvero non ha funzionato il do ut des truffaldino tra i due.

Occhiuto chiede e Oliverio nega. Almeno così vuole farci credere quel beone di Palla Palla. Che tra i due sia in corso un braccio di ferro su quale intrallazzo finanziare e quale no, questo è un dato certo, oltre ad essere la pura e semplice realtà. Una realtà fatta di ruberie, complicità, collusioni, clientele, intrallazzi e ammatassamenti  vari,  che come si sa, a volte superano, per come si configurano, persino la nostra fantasia. L’unica cosa certa in tutto questo vergognoso balletto di bugie e mezze verità, è che nessuno dei due svelerà mai pubblicamente i segreti dell’altro, e su questo potete metterci la mano sul fuoco. E alla fine, vuoi o non vuoi, la metrotramvia si farà, con buona pace dei cittadini che dovranno ancora una volta inghiottire l’ennesimo boccone amaro. Altro che denunce e querele! Qui, se proprio vogliono fare un favore ai Calabresi, sarebbe il caso che entrambi, il cazzaro e Palla Palla, si costituissero alla prima caserma dei carabinieri che incontrano per strada.

GdD