Palmi, intestazione fittizia di beni: tre arresti

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Le fiamme gialle reggine, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno eseguito tre arresti nei confronti di Francesco Tassone e Giuseppina Rugnetta, entrambi di Cinquefrondi, nonché di Maria Assunta De Maria, di Giffone.

L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, vede l’uomo destinatario del divieto di dimora nella provincia di Reggio Calabria, mentre le due donne riceventi dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’accusa, a vario titolo, è di concorso nel reato di intestazione fittizia di beni al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Il provvedimento arriva in seguito a mirate indagini, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti del defunto Salvatore Domenico Tassone, oggi 69enne, imprenditore di Giffone, ritenuto esponente della cosca di ‘ndrangheta “Longo – Versace” di Polistena e figura rappresentativa di diverse cosche della “Piana” e della zona jonica della provincia di Reggio Calabria.

L’imprenditore, già condannato in primo grado nel 2009 per i delitti di associazione di stampo mafioso e omicidio dal Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione ARCA, è stato sorvegliato speciale – in ordine alla sua pericolosità sociale qualificata – e destinatario della misura di prevenzione reale della confisca sul patrimonio aziendale di diverse società operanti nel settore edilizio nella formale disponibilità di terzi, ma allo stesso intestate o riconducibili.

Le odierne indagini, esperite anche attraverso intercettazioni telefoniche e corroborate da accertamenti patrimoniali e dall’acquisizione ed analisi di copiosa documentazione, hanno consentito di acclarare condotte illecite mirate ad eludere l’applicazione di nuove misure cautelari in capo al Salvatore Domenico Tassone risultato essere il dominus di attività imprenditoriali e beni immobili, che erano però fittiziamente intestati a parenti e meri prestanome, come i coniugi arrestati Francesco Tassone e Maria Assunta De Maria, e la nuora Giuseppina Rugnetta, legata da vincoli di affinità con il defunto Domenico Alvaroalias “Micu” capo dell’omonima cosca di Sinopoli, con il concorso di Vittorino Pelli, Paolo Vittorino Vilardi, entrambi di Reggio Calabria.