Paola al voto, anche Aieta molla Perrotta. E Adamo vuole salire sul carro di Falbo

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La chiusura dei comizi a Paola ha lasciato il segno e come un copione di un film la scena madre si è consumata nei titoli finali.

Non era successo nulla nelle prime ore della serata con gli interventi di chiusura delle liste civiche di Enzo Limardi e di Carmelo Meo dei Cinquestelle, poi sono cominciati i fuochi d’artificio.

Il sindaco uscente Ferrari ha chiesto di essere votato di nuovo rimproverando a Tonino Pizzini di Forza Italia di trovarsi nelle condizioni di pensionato di lusso della Regione Calabria grazie ai suoi voti ma dimenticando di spiegare come mai dopo aver raccolto i curriculum per un posto al Comune, ha annunciato ai partecipanti che il risultato verrà dato mercoledi.

Cioè dopo il voto: un vero e proprio ricatto verso i partecipanti, così come gli ha ricordato Pino Falbo chiedendo ai cittadini di voltare finalmente pagina.

Falbo – seguito come in uno stadio dai suoi supporter – ha ceduto il palco al personaggio che alla fine non solo ha chiuso i fuochi ma li ha fatti riaccendere dopo la mezzanotte.

Parliamo di Roberto Perrotta, avvocato in bassa fortuna, sorretto economicamente dal suo amico Incarnato, lo scudiero di Nicola Adamo, con una robusta consulenza alla Sorical di € 5.000 al mese.

Perrotta – pensando di chiudere col botto dopo aver fatto intervenire un patetico Graziano Di Natale ed un inconcludente avvocato Massimo Fiorita – non ha trovato di meglio che attaccare il consigliere regionale PD ed ex sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta, accusandolo di portare acqua al mulino dell’ospedale di Cetraro a discapito di quello di Paola. Perrotta ha pensato così di toccare l’amor proprio dei paolani. Applaudito dai suoi peones dava a tutti la buonanotte.

Ma la buonanotte gliela avrebbe data Aieta, che solo qualche minuto dopo postava sul suo profilo Facebook questo post: ”L’ex sindaco di Paola Roberto Perrotta, ormai da tempo, si diverte con livore e odio a parlare di me e della mia azione politica contro l’ospedale di Paola a favore dell’ospedale di Cetraro. Non è la prima volta che Perrotta si scaglia contro di me: lo ha fatto quando Oliverio doveva nominarmi assessore alla Provincia, lo ha fatto dopo che insieme avevamo deciso le sorti dei due ospedali all’epoca di quel galantuomo del dg Ivan Cavallo, tranne poi pentirsi, lo continua a fare adesso dopo le delusioni per la mia elezione ottenuta anche per il consenso ottenuto nella città di Paola. Bene, credo che Perrotta invece di perdere tempo a parlare di me avrebbe fatto bene a spiegare ai paolani – con cui ho un ottimo rapporto – i danni consumati durante la sua gestione amministrativa. Ma di questo avremo modo di parlarne. E vi assicuro che il bello deve ancora venire ! Che a Paola vinca il migliore perché abbiamo tante cose belle da fare”.

Un vero e proprio atto di accusa verso Perrotta e questa volta proveniente da un rappresentante istituzionale del partito della sua coalizione, il PD. Aieta ha confermato quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi su Perrotta, ormai in caduta libera. Anche Aieta sostiene la coalizione di Falbo e ora si spiega perché il suo ex assessore di Cetraro Quercia anche ieri sera (dopo le manovre di avvicinamento dei giorni scorsi) era in piazza a Paola al fianco di Pino Falbo.

E mentre Incarnato assiste inebetito al crollo di Perrotta, Adamo vorrebbe saltare sul carro di Falbo mentre quella faccia tosta di Ernesto Magorno, sponsor della prima ora di Perrotta ora è silente come fanno tutti i vigliacchi.