Paola, in azione i “falsari” delle delibere per dare una mano ai soliti Sbano

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A Paola, così com’era accaduto a Rossano, dove la situazione dei media locali è particolarmente delicata e difficile, stanno iniziando a capire che grazie alla libertà di informazione (fortemente limitata dalle famiglie politiche che contano) escono fuori tante di quelle storie nelle quali la (dura) realtà supera abbondantemente la fantasia.

L’ultima della saga degli Sbano, potentissima famiglia legata al Cinghiale (al secolo Tonino Gentile) per parte di padre e al Pallone Gonfiato (al secolo Fausto Orsomarso) per parte di figlio, ci ha portati ad una sorta di barzelletta.

Lucio Sbano ricorre alla Commissione Tributaria perché sostiene di non dover pagare la TARI ma, anche ammesso che abbia ragione, il problema è che al Comune c’è il figlio Francesco che fa il vicesindaco. Ragioni di opportunità politica dovrebbero consigliargli di evitare piazzate del genere. E invece cosa succede? Lucio Sbano va oltre.

La giunta comunale di Paola decide di affidare il contenzioso all’avvocato Valentina Valente ovvero sua nipote. Per essere più precisi, la figlia del cognato di Sbano o se preferite la figlia della sorella della moglie di Sbano.

valenteIacchite’ pubblica addirittura la delibera.

Ieri, l’avvocato Valentina Valente, all’indomani del can can mediatico, ha rimesso il mandato. Ufficialmente perché si è resa conto che c’è una incompatibilità.

Ci fa piacere che se ne sia accorta solo ieri, a distanza di 15 giorni dall’emissione della delibera di giunta in cui è stata nominata. Assemblea durante la quale il vicesindaco Sbano ha lasciato i lavori, sia perché si parlava della vicenda del padre sia perché l’incarico veniva conferito alla cugina.

Voi pensate che si sono arresi davanti all’evidenza? Giammai. Sapete cosa hanno fatto? A distanza di 15 giorni dall’emissione della delibera 145 del 28 novembre 2016 di nomina dell’avvocato Valentina Valente, regolarmente affissa all’albo, ne hanno fatto ieri mattina un’altra, chiamata pure 145 del 28 novembre 2016, e l’hanno pubblicata sull’albo pretorio online in sostituzione della precedente con la nomina di un nuovo avvocato, Maria Francesca Di Carlo.

di-carloIn nessuna pagina dell’atto si fa menzione di eventuale modifica del precedente atto, di rinuncia dell’avvocato perché parente di Lucio Sbano. Di quell’atto non si deve parlare più: è superato dalla delibera retroattiva, il neologismo della giunta comunale di Paola.

Insomma, esistono due delibere numero 145 e tutte e due del 28 novembre 2016 ma con due avvocati diversi. Volete la numero 145/Valente o la numero 145/De Carlo?  Venghino siori venghino. A Paola si può fare tutto ed il contrario di tutto. Ma questo segretario comunale chi è? Mandrake? Al secolo è Nicola Falcone, in futuro chissà.

Non era più semplice e onesto dire: Iacchitè ci ha sgamati tutti e quindi abbiamo dovuto fare un passo indietro? No, niente. E noi non sappiamo se ridere o se piangere. Tanto meglio.

Sapete cosa dicono (le persone perbene) a Paola di Iacchite’? E lo dicono con estrema convinzione: visto che in procura i fascicoli vengono aperti sono per gli omicidi ed i reati a querela di parte, consigliamo al Csm di nominare procuratore capo Gabriele Carchidi.

“Lui, a differenza di altri, i fascicoli li apre anche d’ufficio…”.

Pensate se sapessero cosa succede nella procura di Cosenza!