Paola, l’arrivo di Renzi è più importante di un disabile in difficoltà?

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PAOLA, L’ ARRIVO DI UN SEGRETARIO DI PARTITO È PIÙ IMPORTANTE DI UN DISABILE IN DIFFICOLTÀ ?

di Fiorella Veltri

VERGOGNA! !!!!!
Desidero render noto un episodio veramente spiacevole di cui siamo stati vittime io e mio marito alla stazione di Paola.
In procinto di partire direzione Milano per quello che definirei “turismo sanitario”. Intorno alle ore 10 siamo arrivati, con la nostra autovettura, nei pressi della stazione ferroviaria di Paola.
Nello spazio antistante l’atrio c’era un notevole assembramento di folla e uno spiegamento congruo di forze dell’ordine impediva alle macchine di avvicinarsi al marciapiede.

Ho abbassato il finestrino e chiesto ad un poliziotto di poter avvicinarmi spiegando che mio marito è persona con evidenti difficoltà motorie e anche ipovedente (come da talloncino esposto sul cruscotto) e che, dovendo partire, avevamo prenotato il servizio assistenza della sala blu.
Il zelante poliziotto, piuttosto esagitato, non mi ha dato modo neanche di finire di spiegare le mie istanze e, puntando l’indice mi ha gridato “le sto intimando di proseguire poiché qui sta per accadere qualcosa di molto grave”.
A quel punto mi sono spostata oltre e ho parcheggiato un bel po’ dopo la stazione (in macchina con noi c’era una terza persona) e, lasciando mio marito sono tornata verso l’atrio per cercare il volontario della sala blu (che non si vedeva).

Ho visto arrivare un’auto scura con i vetri scuri dalla quale è sceso il segretario nazionale del PD Renzi attorniato da bodyguard e fotografi impazziti.
Io avevo quasi pensato a cose molto peggiori. …forse ad un attentato!
A fatica mi sono fatta spazio tra la folla nel tentativo di scorgere il giubbotto arancione che indossano e contraddistingue i ragazzi della sala blu.
Volevo entrare in stazione ma la mole umana fibrillante alla vista del leader impossibilitava ogni mio tentativo.

Mi sono rivolta a ogni rappresentante dell’ordine che mi capitava a tiro, ad ogni impiegato ferroviario chiedendo aiuto. Ma dell’assistente della sala blu neanche l’ombra.
La folla man mano si disperdeva e allora, con l’aiuto della persona che ci aveva accompagnato, abbiamo condotto con difficoltà mio marito giù per le scale verso il binario n.3, perché non potevamo assolutamente perdere il treno e non c’era da tergiversare.

Alla panchina del binario n.3 abbiamo trovato il ragazzo della sala blu che, per un errore dell’ordine di servizio, gli era stato trasmesso che avrebbe dovuto aiutare mio marito “in arrivo” e non “in partenza “.
Il ragazzo mortificato si è scusato proclamandosi non responsabile del disservizio.
Comunque il nostro viaggio, già abbastanza sofferto per ovvi motivi, è iniziato con il piede sbagliato per colpa di un fenomeno sociale (che ricorda certi entusiasmi da prima repubblica), per l’abuso di potere di un nervoso rappresentante delle forze dell’ordine, e per la leggerezza di chi ha permesso che il transito di un parlamentare valesse tanto da paralizzare una intera stazione discriminando ch , di certi servizi, ne aveva serissima e vitale necessità.