Paola, le grandi manovre di Nicola Adamo per evitare il tracollo di Perrotta

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Mancano solo quattro giorni per il voto paolano al rinnovo del consiglio comunale .

Più volte ci siamo soffermati sull’inconsistenza di Roberto Perrotta e della sua coalizione (di centrosinistra) composta da tutto quello che di marcio c’è a Paola partendo dagli ex seguaci di Rifondazione Comunista, passando per Tonino Pizzini e Franco Fedele e finendo alla famiglia storicamente fascista della cittadina tirrenica: gli Aloise.

Perrotta, pur di ritornare a fare danni, dopo quelli fatti in passato con oltre 27 milioni di euro di dissesto economico, li ha messi tutti insieme e sta provando a sconfiggere il sindaco uscente Basilio Ferrari, sostenuto dalla coalizione del Cinghiale e dalla famiglia Sbano costantemente legata al potere per il potere tanto da “dimenticarsi” per anni di pagare il metano e diventare la barzelletta di tutto il Tirreno. Lui, il capostipite Lucio, la moglie candidata Maria Pia Serranò ed il figlio vicesindaco uscente noto per i vari imbrogli fatti in questi cinque anni che gli sono valsi il nomignolo di Lapo. No, non il dantesco Cavalcanti ma il rampollo degli Agnelli, esperto in tutte quelle tecniche che piacciono tanto anche al rampollo di Lucio. Pensate un po’ come siamo messi.

Queste due coalizioni di masnadieri hanno cercato di monopolizzare l’attenzione, convinte che il gioco del ballottaggio sarà cosa loro. Gli altri due candidati a sindaco sono stati messi da parte, quasi irrisi anche se ci troviamo davanti a facce sicuramente meno sporche delle loro: Pino Falbo ed Enzo Limardi. Non comprendiamo in questo discorso Carmelo Meo, perché i Cinquestelle con questo sistema di potere non hanno niente da spartire. 

Ma qualcosa in questi ultimi giorni sta cambiando e oggi siamo in grado di rivelare l’ultima strategia della banda Perrotta, ormai rassegnata a dover passare per il ballottaggio del 25 giugno.

Luigi Incarnato

Ancora una volta in aiuto a Roberto Perrotta si è precipitato il duo principe degli imbroglioni in salsa PD-PSI ovvero Nicola Adamo e Luigi Incarnato. Incarnato – che ormai fa il valletto di Capu i liuni come occupazione principale -, è pronto ad assecondarlo in tutto e per tutto ed è sceso a Paola a tranquillizzare Perrotta, avvocato in bassa fortuna costretto a campare con la politica e con le varie consulenze a pagamento che gli vengono date. Una per tutte: quella della Sorical con ben 5.000€ al mese. E mentre Gigino Incarnato tranquillizzava Perrotta, Capu i liuni si faceva vedere al comizio di Falbo, girava fra la gente che lo guardava con occhi sorpresi e preoccupati (per Falbo ovviamente) e pare addirittura che volesse salire sul palco. Tutto questo per annunciare che Pino Falbo è uomo suo e solo lui può consigliarlo bene.

Adamo e Incanato, in sostanza, stanno cercando di “tirarsi” il buon Falbo. Dopo l’11 giugno se Falbo – come pensano Nicola, Gigino e Roberto – non approderà al ballottaggio, Capu i liuni metterà la mano sulla spalla di Pino Falbo e gli dirà: “Abbiamo fatto il possibile: ora non regaliamo il Comune a Ferrari e fai in modo che i tuoi votino Perrotta”. Capito?

Pino Falbo

Questa è la strategia ma non siamo certi che si verificherà per due motivi : 1) non siamo tanto sicuri che i paolani, dopo essere stati saccheggiati da questi due mezzecalzette – Perrotta e Ferrari – siano tanto favorevoli a far giocare loro il posto di sindaco.

2) Non conosciamo Falbo ma ci dicono sia persona intellettualmente onestà e trasparente, cosa che ci dicono anche degli altri due candidati Limardi e Meo. E allora ci auguriamo che il signor Falbo non lasci la strada libera a questo trombone inutile che risponde al nome di Roberto Perrotta.

Ed infine Incarnato, Adamo, Perrotta e tutta la sua banda sono proprio certi di andare al ballottaggio? Come avete notato non abbiamo citato Graziano Di Natale, per il quale una citazione non serve ma ci vorrebbe un libro intero per citare tutte le sue malefatte.

Paolani, votate bene, votate con orgoglio: non votate Perrotta, Ferrari e le loro bande. Cercate di cambiare per dare un segnale a queste bande di malapolitica che non possono e non devono più prendere per il culo la gente.