Paola: Sbano, il metano ti dà una mano. Processo a febbraio, clima rovente

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RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Il dottore Lucio Sbano da Paola, tra i più stretti collaboratori dei fratelli Cinghiale, al secolo Pino (meglio conosciuto come compa’ Pinuzzo) e Tonino GENTILE (che ama farsi chiamare gabbiano dal volo pulito e leggero!), membro del consiglio direttivo del Nuovo Centrodestra (NCD) di Angelino ALFANO, è formalmente imputato per i reati di cui agli articoli 324 – 325 co 2 cp.

Per chi non conoscesse il codice penale, si tratta di furto aggravato. Di metano.

Secondo il pm che lo ha citato direttamente a giudizio, il dottor Francesco VERDERESE della procura della Repubblica di Paola, Sbano avrebbe rubato il metano che riscaldava a manetta il palazzone ove vivono lui e la sua famiglia e dove si trova anche il poliambulatorio “Alberto Sbano” di loro proprietà.

Uno stabile per lungo periodo preso in affitto (il solo pian terreno) dall’ASP per le commissioni di invalidità civile.

Un altro loro palazzo, l’ex stabile Pitasi di via Sant’Agata a Paola, è stato invece affittato per decenni al Sert dell’ASP (del resto lo sanno tutti che fanno parte del cerchio magico dei Cinghiali).

Il palazzo dello “scrocco” di metano è quello di cinque piani, di colore azzurro, situato in viale Ippocrate dove il vicesindaco del Comune di Paola, Francesco SBANO, figlio del dottor Lucio, risiede e dove opera quale oculista.

Si, avete capito bene. E’ l’oculista della clinica dei fratelli Greco (iGreco), la SACRO CUORE di Cosenza, dove assiste un altro famoso oculista.

metanoIl dottor Lucio Sbano è imputato in particolare “perché nella sua qualità di utilizzatore, al fine di trarne ingiusto profitto, si impossessava di complessivi 6363 metri cubi di gas metano, sottraendoli alla Italgas Spa, autoattivando la fornitura abusivamente collegandosi ad un Tee di derivazione con un tubo. Con l’aggravante di aver commesso il fatto con violenza sulle cose e con mezzo fraudolento consistito nella realizzazione di un attacco abusivo”.

Abbiamo documentato come il dottore Sbano, dopo essere stato “sgamato” da un dipendente dell’Italgas, abbia addirittura “smontato” l’impianto per cancellare le tracce del furto (aggravato) di metano.

Dalle carte, dunque, emerge che Lucio Sbano è imputato, ma la casa che ha usufruito di tanto metano gratuito è quella usata da suo figlio vicesindaco, Francesco Sbano, anche come studio legale (Francesco non è però coinvolto nella vicenda).

orsomarso-735x400Il vicesindaco, figlio di Lucio, è un uomo di Fausto Orsomarso, il pallone gonfiato della politica cosentina, che tiene anche i piedi nelle scarpe dei Gentile.

A Paola succede infatti che Lucio Sbano è con il NCD dei Gentile, il figlio è con Orsomarso, fa gli occhi dolci ad Occhiuto e se la tiene buona con il gruppo paramafioso de iGreco, mentre la moglie, consigliere comunale del GRANDE SUD, professoressa Maria Pia Serranò è schierata con Gianfranco Miccichè da Reggio Calabria. Tre persone della stessa famiglia coprono tutto l’arco politico. Della serie: il trasformismo alla famiglia Sbano gli fa veramente un baffo!

LE ULTIME NOVITA’

La pubblicazione di queste notizie ha sconvolto la tranquillità di Paola e ha messo in crisi i media di regime, che non hanno mai osato “attaccare” la famiglia Sbano e sono stati costretti a prendere atto che il monopolio è finito perché non tutti i giornalisti, per fortuna, sono venduti e lecchini come loro.

Il processo riprenderà a febbraio ed è chiaro che, a questo punto, diventerà anche un processo mediatico.

Quel giorno, alla faccia dei colleghi lecchini e venduti, acquisiremo anche il verbale di udienza. Sbano, peraltro, deve decine di migliaia di euro al Comune di Paola (dove, come abbiamo già scritto, il figlio è vicesindaco!!!) a titolo di tassa tra il palazzo dello scrocco di metano e l’ex palazzo Pitasi del quale scrivevamo prima.

Questi signori da anni non pagano le tasse, e figuriamoci se le pagavano oggi che sono loro a comandare il Comune. Passeremo anche dall’ufficio tributi per verificare l’esatto importo delle cifre. Perché ormai gli Sbano non fanno più paura.

Pensate che nei giorni scorsi anche un media che ha sempre coperto queste magagne come Il Quotidiano del Sud, è stato costretto a “scoprire” la notizia del furto di metano delegando a scrivere non già il corrispondente paolano, legato mani e piedi agli Sbano, ma uno degli ignavi che lavora nella redazione centrale.

igreco-630x300Gli altri media, peggio che peggio. La Provincia è in mano a Sbano perché Francesco, che lavora con i cariatesi del gruppo iGreco, concorda tutto con Giancarlo Greco, che lo tiene nella clinica Sacro Cuore di Cosenza a quattro soldi, come da scontato copione dei ricchi picinusi. E alla Gazzetta del Sud chi scrive lavora all’ospedale di Paola e quindi sempre nel ramo degli Sbano. Di conseguenza, piccolo trafiletto e coscienza “lavata”.

Nei giorni scorsi tuttavia ci dicono che sia accaduto un fatto importante. Dopo le nostre inchieste, Francesco Sbano non è più su Facebook: pare che non ci sia più né il profilo personale dal quale pontificava su tutto sia quello del movimento Grande Paola. Il dottore Lucio Sbano è convinto che hanno “picchiato” lui per colpire il figlio e le sue smargiassate su FB.

E così Francesco “Lapo” Sbano è stato costretto ad abbassare le orecchie. Perché Lapo? Ma dal confronto col mitico rampollo degli Agnelli, che di cognome fa Elkann. Sbano jr tempo fa pubblicò (udite udite!) le dieci regole di Lapo Elkann da seguire per dirigere un’azienda.

Dobbiamo aggiungere altro?

4 – (continua). Eccome se continua!

sbano