Paola, sulla caserma dei Vigili del Fuoco è guerra tra bande

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tratto da Marsili Notizie

In principio fu il sindaco Basilio Ferrari ad aprire le danze. Con una nota pubblicata sulla pagina facebook nota come “Città di Paola” (al momento attestata di 426 “mi piace”, a fronte di 8.400 euro netti all’anno elargiti a coloro che – con cadenza saltuaria – pubblicano comunicati), il primo cittadino paolano ha inteso riferire la sua versione riguardo ciò che è accaduto con la caserma dei Vigili del Fuoco.

Questo ciò che è stato riportato riguardo la posizione assunta dal sindaco.

«Caserma dei Vigili del Fuoco, la Città di Paola non ha mai ottenuto alcun finanziamento. Quei 500 mila euro, di cui nemmeno la commissione di liquidazione ha mai trovato traccia e che qualcuno oggi pretenderebbe sbandierare come occasione persa, non sono mai stati stanziati in bilancio.

Dal 2003, anno in cui è stato avviato l’iter ad oggi, il terreno era ed è rimasto agricolo e, quindi, non edificabile. La precedente Amministrazione Comunale non ha mai approvato alcuna variante urbanistica. Il Ministero dell’Interno non avrebbe mai e poi mai potuto costruire un’opera sulla sola base di lettere e rassicurazioni senza alcun fondamento.

È quanto ribadisce il Primo Cittadino Basilio FERRARI confermando quanto già sostenuto in occasione della conferenza stampa ad hoc tenutasi nello scorso mese di aprile 2016: l’esecutivo in carica non ha e non poteva avere nessuna responsabilità.

Ciò che continua a stupire – dichiara il sindaco – è l’atteggiamento di quanti, pur sapendo di rappresentare fuori e dentro il Consiglio Comunale l’immagine politica attuale del fallimento amministrativo e del disastro economico nel quale è stata lasciata la città negli ultimi decenni, non perdono finte occasioni per tentare di accreditare all’opinione pubblica ricostruzioni prive di qualsiasi fondamento, sganciate dalla realtà e senza il sostegno di una qualsiasi documentazione. Senza avvertire il pudore etico di dover dimostrare una soltanto delle baggianate costruite si dice, si scrive e si urla di tutto, complice – conclude FERRARI – l’assist sistematico di qualche testata giornalistica che ha abdicato al ruolo di informazione imparziale e dalla quale ormai ci si aspetta soltanto la presentazione di una propria lista alle prossime amministrative.

I FATTI. – Il Ministero dell’Interno – Dipartimento VVFF aveva deciso di costruire a PAOLA una caserma dei Vigili del Fuoco, ricevendo dall’allora Amministrazione Comunale a guida PERROTTA, una semplice lettera in cui si assicurava la disponibilità del suolo.

Questo non solo era di privati, ma a destinazione agricola e perciò inedificabile. Gli amministratori dell’epoca avrebbero dovuto, quindi, comprarlo o espropriarlo. Tra le altre diverse cose, l’Esecutivo PERROTTA non ha fatto né l’uno né l’altro, continuando a mentire negli anni, sulla disponibilità dell’area. Attraverso accordo privato, il terreno era stato valutato in 500 mila euro. Dopo la dichiarazione di dissesto neanche la commissione di liquidazione ha ritenuto di dover pagare 500 mila euro per un terreno agricolo. Quando, per salvare il salvabile, in Consiglio Comunale si è proposta l’espropriazione al reale valore di mercato di 40 mila euro (e non di 500 mila euro!), la minoranza, pur di far saltare l’operazione ha abbandonato l’aula. – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195)».

A stretto giro (non meno di 8 ore più tardi), è giunta – per la prima volta da molto tempo – la risposta diretta del predecessore dell’attuale timoniere del Sant’Agostino, il sindaco Roberto Perrotta che non le ha mandate a dire.

«Sono basito – ha replicato a muso duro l’esponente di spicco della filosofia socialista cittadina – umiliato e amareggiato, ma non sorpreso, perché chi opera in un certo modo, alla fine si ritroverà a raccogliere solo macerie e detriti.

Si fanno appalti senza copertura finanziaria, si concedono locali senza agibilità, si assumono persone senza timore di ledere normative ed etica, si annulla il PSC, si va per ben due volte in consiglio per decretare il dissesto finanziario, ma non si trova il modo per riportare in Consiglio la pratica riguardante la caserma dei VV FF e, anzi, si accampano le scuse più puerili.

Ho imparato, in questi quattro anni e sei mesi che si possono distruggere opere, si possono conferire incarichi ad inquisiti ed indagati ed, alcune volte, anche  a condannati, si possono fare affidamenti diretti, smantellare uffici, fare opere abusive, intestarsi meriti degli altri, distogliere fondi, con una caparbietà al limite del parossismo, ma non si muove un dito per difendere nella maniera più appropriata il presidio, oserei dire sacro, dei Vigili del Fuoco.

Ho constatato che il furore cieco  di distruggere ed infamare, alla fine annebbia la mente ed il cuore e così, mentre vediamo la nostra Paola illuminata a festa, con luci pagate migliaia di euro, il nostro lungomare vilipeso e mutilato, con un’ opera per la quale non esiste la copertura finanziaria,  è stato tirato un altro tiro mancino ( ogni riferimento è puramente voluto), nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto erigere barricate.

Quanti viaggi sono stati fatti a Roma per procedere ad alcune assunzioni, le cui modalità stanno facendo ridere l’Italia intera e quanti viaggi sono stati fatti al ministero degli interni, per trovare una soluzione ad un problema così grande?

Basterebbe questa comparazione per capire la passione, l’acume e l’ardore di chi governa. Povera Paola, si stanno mettendo sotto i piedi anche la regola elementare che vuole che negli ultimi mesi non si compiano atti che pregiudichino il lavoro di chi subentra, ma, forse, aspettarsi quest’ultimo atteggiamento da chi ci ha abituato a determinati stili, francamente, era davvero troppo.

L’unica consolazione di questa spoliazione è che la vedo come un segno del destino, affinché, così come è avvenuto o sta avvenendo per altri centri, ci si possa unire per dar vita ad  un unico territorio e, quindi, ad un’unica comunità. Per Paola e Fuscaldo sarebbe un omaggio alla propria storia, alle proprie tradizioni  e un salto verso quel futuro che il legislatore sta disegnando per assicurare ai cittadini più servizi, più efficienza e meno costi».

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