Paolini e i lodi arbitrali: l’ASP regge il gioco ma qualche clinica si defila

Enzo Paolini marcia come un treno.

No, non in questa campagna elettorale che volge al termine e della quale non ce ne può fregar di meno, visto che il 99% dei cosentini liberi domenica non andrà a votare.

L’avvocato delle cliniche cosentine marcia come un treno sulla ferrovia dei lodi arbitrali, che sono un suo (quasi) esclusivo terreno di conquista. Proprio qualche giorno fa vi abbiamo dato notizia dell’ultimo lodo arbitrale “piazzato” da Paolini in collaborazione con un gruppo di cliniche cosentine sullo sforamento del budget originariamente previsto da Regione e ASP di Cosenza dell’ormai lontano 2004. Un affare da oltre 14 milioni, legalmente riconosciuto, che si è consumato con il rito degli arbitri “super partes”.

Ogni clinica dichiara uno sforamento (tra i 500mila euro e i 2milioni), si rivolge ad un avvocato (quasi sempre segnalato o indicato da Paolini), propone un decreto ingiuntivo e poi un pignoramento, non trova i soldi (poiché la BNL, banca tesoriere dell’ASP, dichiara di non avere fondi a disposizione ma di lavorare con il fido bancario) ed è quasi “costretta” a seguire la pratica del lodo arbitrale.

Enzo Paolini è il campione assoluto dei lodi arbitrali. Per quest’ultimo ha proposto una convenzione proposta dallo stesso Enzo Paolini alle cliniche cosentine nella quale si offre il servigio del lodo arbitrale alla modica cifra del 25% del ricavato del lodo.

Con le cliniche convenzionate, Paolini stabilisce un abbattimento dell’importo netto per far arrivare tutti a una cifra ritenuta consona (circa 1 milione a clinica), che poi viene rimpinguata, praticamente raddoppiata con gli interessi commerciali. I 14 milioni, dunque, diventano 28 poiché sono trascorsi 10 anni e sono maturati interessi commerciali al ritmo dell’8-9% per ciascun anno.

Cosenza-Asp

Adesso si va avanti con il gioco delle parti e la notizia, di pochi giorni fa, è che l’ASP ha impugnato il lodo arbitrale dopo che i decreti ingiuntivi non avevano avuto esito positivo. Ma l’ASP sa bene che perderà pesantemente.

A questo punto, in contemporanea con il largamente previsto allungamento dei tempi, si passa alla parte successiva del piano. Non tutte le cliniche, tuttavia, per quanto abbiamo saputo, hanno aderito alla convenzione di Paolini. Quelle che lo hanno fatto, cederanno certamente il loro credito ad un fondo inglese, che sborserà in tempi brevi il malloppo.

Paolini, così, porterà a termine la sua opera di mediatore raffinato con i soldi della sanità pubblica. E cercherà fino all’ultimo di “convincere” anche le cliniche riottose.

Alla fine della giostra, Paolini si mette in tasca un sacco di soldi (che a dire la verità, dichiara al fisco) ed è uno degli uomini più ricchi di Cosenza grazie anche e soprattutto a tutta questa tarantella che ogni anno gli fa incassare cifre vicine ai 5 milioni.

E poi parla di sanità pubblica e di Città della Salute. Sì, la sua… ccu salute, come si dice a Cosenza.