Papa Francesco deve sapere che anche a Cosenza c’è vergogna e malaffare

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Dalle rivelazioni del “corvo”.

“Papa Francesco deve sapere che la Fondazione del Bambin Gesù, nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori fatti nella nuova casa del cardinale Tarcisio Bertone. Deve sapere che il Vaticano possiede case, a Roma, che valgono quattro miliardi di euro. Ecco. Dentro non ci sono rifugiati, come vorrebbe il Papa, ma un sacco di raccomandati e vip che pagano affitti ridicoli.

Francesco deve sapere che le fondazioni intitolate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano in banca oltre 15 milioni.

Deve sapere che le offerte che i suoi fedeli gli regalano ogni anno attraverso l’Obolo di San Pietro non vengono spese per i più poveri, ma ammucchiate su conti e investimenti che oggi valgono quasi 400 milioni di euro.

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Deve sapere che quando prendono qualcosa dall’Obolo, i monsignori lo fanno per le esigenze della Curia romana. Deve sapere che lo Ior ha quattro fondi di beneficenza avari come Arpagone: nonostante l’istituto vaticano produca utili per decine di milioni, il fondo per opere missionarie ha regalato quest’anno la miseria di 17 mila euro. Per tutto il mondo!

Deve sapere che lo Ior non è stato ancora ripulito e che dentro il torrione si nascondono ancora clienti abusivi, gentaglia indagata in Italia per reati gravi. Deve sapere che il Vaticano non ha mai dato ai vostri investigatori della Banca d’Italia la lista di chi è scappato con il bottino all’estero. Nonostante noi l’avessimo promesso. Deve sapere che per fare un santo, per diventare beati, bisogna pagare. Già, sborsare denaro. I cacciatori di miracoli sono costosi, sono avvocati, vogliono centinaia di migliaia di euro”.
E ancora: “Deve sapere che l’uomo che lui stesso ha scelto per rimettere a posto le nostre finanze, il cardinale George Pell, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla pedofilia, alcuni testimoni lo definiscono ‘sociopatico’, in Italia nessuno scrive niente. Deve sapere che Pell ha speso per lui e i suoi amici, tra stipendi e vestiti su misura, mezzo milione di euro in sei mesi. Francesco deve sapere che la società di revisione americana che qualcuno di noi ha chiamato per controllare i conti vaticani ha pagato a settembre 2015 una multa da 15 milioni per aver ammorbidito i report di una banca inglese che faceva transazioni illegali in Iran. Deve sapere che la Santa Sede per guadagnare più soldi ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma: oggi vendiamo benzina, sigarettee vestiti tax free, incassando 60 milioni l’anno”.
Per il misterioso prelato il Papa deve anche “sapere che non è solo Bertone che vive in trecento metri quadrati, ma ci sono un mucchio di cardinali che vivono in appartamenti da quattrocento, cinquecento, seicento metri quadrati. Più attico e terrazzo panoramico.

Bertone
Bertone

Deve sapere che il presidente dell’Apsa, Domenico Calcagno, si è fatto un buen retiro in una tenuta della Santa Sede in mezzo al verde, facendo aprire una società di comodo a suoi lontani parenti. Deve sapere che il moralizzatore Carlo Maria Viganò, l’eroe protagonista dello scandalo Vatileaks, è in causa con il fratello sacerdote che lo accusa di avergli fregato milioni dell’eredità. Deve sapere che Bertone ha preso un elicottero costato 24 mila euro per andare da Roma in Basilicata.

Deve sapere che il Bambin Gesù controlla allo Ior un patrimonio pazzesco da 427 milioni di euro, e che il Vaticano ha investito pure in azioni della Exxon e della Dow Chemical, multinazionali che inquinano e avvelenano. Deve sapere che l’ospedale di Padre Pio ha trentasette tra palazzi e immobili, e che oggi hanno un valore stimato in 190 milioni di euro. Deve sapere che i salesiani investono in società in Lussemburgo, i francescani in Svizzera, che diocesi all’estero hanno comprato società proprietarie di televisioni porno. Deve sapere che un vescovo in Germania ha scialacquato 31 milioni per restaurare la sua residenza, e che una volta beccato è stato promosso con un incarico a Roma. Francesco deve sapere un sacco di cose. Cose che non sa, perché nessuno gliele dice”.

 

Ma Papa Ciccio – ora non è più il “corvo” che scrive – deve sapere anche che, quello che sta venendo fuori in queste ore in Vaticano, si verifica quotidianamente in tutte le diocesi d’Italia.
Deve sapere che anche a Cosenza si mormorano da tempo nomi di preti e monsignori che abitano in canoniche e appartamenti apparentemente umili, ma solo finchè non si riesce ad accedere al loro interno.
Che Curia Diocesana e Istituti religiosi, maschili e femminili, amministrano milioni e milioni di proprietà immobiliari, spesso disabitate e non impiegate per l’emergenza casa o rifugio per tanti (troppi) cristi, costretti a vivere all’addiaccio, come richiesto più volte dal Papa Francesco: “Chiesa povera, per i poveri!”
Che associazioni e fondazioni religiose, destinatarie di cospicui fondi statali, utilizzano per i beneficiari finali circa un terzo di essi, mentre altri vengono deviati per ristrutturazioni di conventi e canoniche e altri ancora per beneficio personale di addetti ai lavori.
Che la stragrande maggioranza di preti, frati e suore sono intestatari di conti bancari e/o postali personali, cospicui gruzzoletti in barba a qualunque voto di povertà.
Che si mormora e rimormora di appartamenti di lusso, in zone vip della Città, in possesso di qualche monsignore.

Diocesi

In un singolare documento in nostro possesso, tra gli anni 2004 – 2005, Padre Fedele Bisceglia, l’escluso per eccellenza della chiesa cosentina, proprio per aver denunciato alcune malefatte e malgestioni, che si verificavano (e si verificano) in alcune strutture religiose, rispondeva ad una lettera di monito dell’allora vescovo Giuseppe Agostino, che gli contestava l’essere presidente (senza portafogli) del Cosenza Calcio 1914 e di perseverare nella sua innata voglia di essere un tifoso “praticante”: “… guarda chi nella Diocesi possiede case e auto di lusso, conti correnti, preziosi…”

Papa Francesco deve sapere che anche da noi ci sono preti e religiosi che praticano la pedofilia e altri si avvalgono di “servizi” di una o più donne, moderne “perpetue”.
L’ultima triste notizia è proprio di ieri.

Senza contare un’elevata percentuale di frati e preti gay, nonchè sorelle lesbiche.

Deve sapere dei molti sfortunati che si ritirano a mani vuote dopo che, per vera esigenza di sopravvivenza, si rivolgono alle varie Caritas. Deve sapere che fino alla scorsa “legislatura vescovile”, persino qualche prete della Città, in disaccordo con la mala gestione diocesana, denunciava bilanci falsificati spediti al Vaticano.
Deve sapere che, fino a poco tempo fa, chi si metteva contro i “papabili” cittadini e le loro malefatte, veniva inquisito ingiustamente, screditato e ridotto allo stato laicale.
Papa Francesco deve sapere che, se ancora niente di tutto questo è apparso tra le cronache cittadine, non è perchè evidentemente tutti coloro che ne parlano sono pazzi. È perchè, sti “uomini di dio” sono TUTTI SOLIDALI TRA LORO.
Dal primo all’ultimo!

Martina Martini